Κύριος δὲ γενόμενος τῶν πραγμάτων Σόλων τόν τε δῆμον ἠλευθέρωσε καὶ ἐν τῷ παρόντι καὶ εἰς τὸ μέλλον, κωλύσας δανείζειν ἐπὶ τοῖς σώμασιν, καὶ νόμους ἔθηκε καὶ χρεῶν ἀποκοπὰς ἐποίησε, καὶ τῶν ἰδίων καὶ τῶν δημοσίων, Πολιτείαν δὲ κατέστησε καὶ νόμους ἔθηκεν ἄλλους, τοῖς δὲ Δράκοντος θεσμοῖς ἐπαύσαντο χρώμενοι πλὴν τῶν φονικῶν. ἀναγράψαντες δὲ τοὺς νόμους εἰς τοὺς κύρβεις ἔστησαν ἐν τῇ στοᾷ τῇ βασιλείῳ καὶ ὤμοσαν χρήσεσθαι πάντες. οἱ δ' ἐννέα ἄρχοντες ὀμνύντες πρὸς τῷ λίθῳ κατεφάτιζον ἀναθήσειν ἀνδριάντα χρυσοῦν, ἐάν τινα παραβῶσι τῶν νόμων· ὅθεν ἔτι καὶ νῦν οὕτως ὀμνύουσι. κατέκλεισεν δὲ τοὺς νόμους εἰς ἑκατὸν ἔτη καὶ διέταξε τὴν πολιτείαν τόνδε ‹τὸν› τρόπον. τιμήματι διεῖλεν εἰς τέτταρα τέλη, καθάπερ διῄρητο καὶ πρότερον, εἰς πεντακοσιομέδιμνον καὶ ἱππέα καὶ ζευγίτην καὶ θῆτα. Καὶ τὰς μὲ Ordinò lo Stato e dispose altre leggi, e le istituzioni di Dracone cessarono di usarsi, tranne quelli che riguardavano i reati di sangue. Ma quando registravano le leggi le posero sulle tavole triangolari (chirbi) nello stoà del re, e si proclamò che tutti dovevano giurare. I nove arconti giurarono davanti la pietra, promettendo di erigere una statua d’oro se trasgredivano alcuna delle leggi; da quel momento sino ad oggi ancora fanno lo stesso giuramento. A seconda del censimento divise in quattro le cariche, così come erano divise anche prima, in pentacosiomedimni (quelli che possedevano una terra che produceva almeno 500 medimni all’anno), in cavalieri, in zeugiti e in teti. Concesse di esercitare le altre cariche a partire dai pentacosiomedimni dai cavalieri e dai zeugiti, i nove arconti, i tesorieri, i poleti, gli undici e i colacreti, assegnando a ciascuno la carica corrispondente alla grandezza del censo; a quelli che pagavano la tassa dovuta dai teti concesse solo di partecipare all'assemblea e ai tribunali