Motivi della Guerra contro Filippo versione greco Demostene traduzione libro La scuola della Grecia
ἐπειδάν τι τῶν πρὸς Φίλιππον ἐμπέσῃ, εὐθὺς ἀναστάς τις λέγει ὡς οὐ δεῖ ληρεῖν οὐδὲ γράφειν πόλεμον, παραθεὶς εὐθέως ἑξῆς τὸ τὴν εἰρήνην ἄγειν ὡς ἀγαθὸν καὶ τὸ τρέφειν μεγάλην δύναμιν ὡς χαλεπόν, καὶ 'διαρπάζειν τινὲς τὰ χρήματα βούλονται, ' καὶ ἄλλους λόγους ὡς οἷόν τ' ἀληθεστάτους λέγουσιν. ἀλλὰ δεῖ δήπου τὴν μὲν εἰρήνην ἄγειν οὐχ ὑμᾶς πείθειν, οἳ πεπεισμένοι κάθησθε, ἀλλὰ τὸν τὰ τοῦ πολέμου πράττοντα· ἂν γὰρ ἐκεῖνος πεισθῇ, τά γ' ἀφ' ὑμῶν ὑπάρχει· νομίζειν δ' εἶναι χαλεπὰ οὐχ ὅσ' ἂν εἰς σωτηρίαν δαπανῶμεν, ἀλλ' ἃ πεισόμεθα, ἂν μὴ ταῦτ' ἐθέλωμεν ποιεῖν
Quando il discorso viene a toccare i rapporti con Filippo, subito qualcuno si alza per dire che non bisogna ciarlare né proporre la guerra, adducendo subito dopo come pretesto che vivere in pace è un bene, che mantenere ingenti forze militari è un onere assai gravoso, che "alcuni vogliono sperperare il nostro denaro", e aggiungendo altri discorsi quanto mai veritieri. Ma della necessità di vivere in pace, non bisogna persuadere voi, che ne siete già persuasi e ve ne state tranquilli, ma colui che compie atti di guerra, perché, se se ne convincerà lui, da parte vostra è già tutto pronto, e bisogna ritenere gravose non le spese che affrontiamo per la nostra salvezza, ma quelle che ci troveremo a sostenere se non vogliamo adottare questi provvedimenti,