Il pastore che si improvvisa marinaio
Versione greco Esopo traduzione libro Ellenisti vol. 1 numero 24
Ποιμην εν παραθαλασσιω τοπω νεμων θεαται την θαλασσαν γαληνον τε και πραειαν και επιθυμει πλειν. Διοπερ πωλει τα προβατα, φοινικας αγοραζει, πλοιον εμφορτιζεται και αναγεται. Χειμων δε σφοδρος γιγνεται· το πλοιον καταποντιζεται· παντα απολλυται τα του ποιμενος· ο δε μολις επι την γην διανηχεται. Παλιν δε γαληνη εστιν· ως δ'απαντα ο ποιμην ανθρωπω επι της γης επαινουντι της θαλασσης την ηρεμιαν, λεγει· "Αλλ' ω φιλε, η θαλασσα αυθις φοινικων επιθυμει. Ουτω πολλακις τα παθηματα τοις φρονιμοις γιγνεται μαθηματα.
Un pastore, pascolando in un luogo costiero, vede il mare tranquillo e mite e desidera navigare. Perciò vende le pecore, compra dei datteri, carica la nave e salpa. ma avviene una terribile tempesta: la nave è sommersa, tutte le cose del pastore sono distrutte a malapena traversa a nuoto verso la terra. Di nuovo c'è bonaccia: quando il pastore incontra un uomo sula terra che loda la calma del mare, diceva: "ma o caro amico, il mare di nuovo desidera datteri". Cosi spesso le sofferenze sono di insegnamento per i saggi.
traduzione n. 2
Un pastore, pascolando il gregge in un posto vicino al mare, scorge il mare mite e calmo e desidera navigare. Perciò vende le pecore/il gregge, compra i datteri, carica una nave da trasporto e parte. Si verifica una violenta tempesta; la nave da carico viene sommersa, tutto il carico quello del pastore è perduto (oppure: la tempesta distrugge tutto il carico del pastore) Il pastore giunge a stento sulla terraferma, subito dopo il mare è calmo: non appena il pastore incontra un uomo che elogia la quiete del mare dalla terraferma (cioè stando sulla terraferma e quindi non affrontando i pericoli del mare), dice: "Amico, il mare ha di nuovo desiderio di datteri. "Così spesso le disgrazie divengono lezioni di vita per gli uomini assennati.
regole e costrutti principali: utilizzo del participio; proposizione temporale introdotta da "os"