COLLOQUI TRA CINEA E PIRRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Agon - pag. 14 n. 16
TRADUZIONE
C'era un uomo Tessalo di nome Cinea sembrando che fosse eccellente a consigliare saggiamente essendo uditore dell'oratore Demostene sembrava l'unico fra gli oratori di allora a ricordare come un'icona agli ascoltatori di quel tempo la forza e l'eloquenza di quello, essendo insieme a Pirro, essendo inviato presso la città confermava il detto di Euripide: il discorso vince tutto, anche quello che l'arma dei nemici potrebbe fare. Pirro certamente diceva che molte città furono conquistate per opera di Cinea con le parole piuttosto che da lui stesso con le armi; e continuava a eloggiare l'uomo servendosi queste parole. Questo dunque vedendo che Pirro si muoveva di lì verso l'Italia, avendo visto che quello ritardava lo persuase con tali parole: " o Pirro, i romani sono chiamati guerrieri e hanno il comando su molte popolazioni di guerrieri, se un dio concedesse di vincere sugli uomini che cosa faremo della vittoria?". Pirro disse: "chiedi. o Cinea, un fatto che è evidente, una volta vinti i romani non c'è per noi lì una città barbara o greca degna di combattere ma subito tutta l'Italia di cui conviene ad un altro più che a te non riconoscere la grandezza, l'importanza, la forza. "