La morte non è un male versione greco Plutarco
Traduzione dal libro Agon

Εἴ γε μὴν ὁ θάνατος τελεία τίς ἐστι φθορὰ καὶ διάλυσις τοῦ τε σώματος καὶ τῆς ψυχῆς (τὸ τρίτον γὰρ ἦν τοῦτο τῆς Σωκρατικῆς εἰκασίας), οὐδ' οὕτω κακόν ἐστιν· ἀναισθησία γάρ τις κατ' αὐτὸν γίγνεται καὶ πάσης ἀπαλλαγὴ λύπης καὶ φροντίδος. ὥσπερ γὰρ οὔτ' ἀγαθὸν ἡμῖν ἔπεστιν οὕτως οὐδὲ κακόν· περὶ γὰρ τὸ ὂν καὶ τὸ ὑφεστηκὸς καθάπερ τὸ ἀγαθὸν πέφυκε γίγνεσθαι, τὸν αὐτὸν τρόπον καὶ τὸ κακόν· περὶ δὲ τὸ μὴ ὂν ἀλλ' ἠρμένον ἐκ τῶν ὄντων οὐδέτερον τούτων ὑπάρχει. εἰς τὴν αὐτὴν οὖν τάξιν οἱ τελευτήσαντες καθίστανται τῇ πρὸ τῆς γενέσεως. ὥσπερ οὖν οὐδὲν ἦν ἡμῖν πρὸ τῆς γενέσεως οὔτ' ἀγαθὸν οὔτε κακόν, οὕτως οὐδὲ μετὰ τὴν τελευτήν. καὶ καθάπερ τὰ πρὸ ἡμῶν οὐδὲν ἦν πρὸς ἡμᾶς, οὕτως οὐδὲ τὰ μεθ' ἡμᾶς οὐδὲν ἔσται πρὸς ἡμᾶς·

Se appunto la morte è una completa rovina e dissoluzione e del corpo e dell’anima (era questo il terzo tipo di paragone di Socrate) senz’altro non è un male: difatti avviene una insensibilità per questo e la liberazione di ogni dolore e preoccupazione. Come infatti a noi sopraggiunge questo bene così non sopraggiunge alcun male; per quanto riguarda l’essere e l’essere esistito è stato naturale sia avvenuto esattamente come un bene, la stessa maniera anche il male; per quanto riguarda il non essere ma che è stato tolto dal mondo delle cose non esiste né l’uno né l’altro di questi. I morti dunque si trovano nello stesso stato in cui erano prima della nascita; come quindi prima della nascita non abbiamo né bene né male, così nulla dopo la morte; ed esattamente come le cose che non erano prima di noi per noi, allo stesso modo non saranno dopo di noi per noi.

traduzione n. 2

Ma se è vero che la morte sia (è) una intera distruzione e svanimento dell'anima e del corpo (che fu la terza similitudine adotta da Socrate) parimenti non ci sarà nella morte nulla di male, perché sarà privazione di tutti i sentimenti e per conseguenza liberarazione di ogni travaglio e pensiero noioso, così che chi non sente il bene non possa provare il male, perché il bene e il male non possono essere collocati sopra cosa che non abbia ne vita ne sussistenza, e chi non è, e fu tolto dal mondo non sente ne l'uno ne l'altro. I morti dunque sono nel medesimo stato che furono prima della nascita. Come dunque prima del nascere non provammo ne bene ne male, così così noi proveremo dopo la morte, e siccome il passato non ci appartiene, altresì non ci apparterrà ciò che avverrà dopo di noi