L'esempio dei maratonomachi versione greco Platone
Ἐν τούτῳ δὴ ἄν τις γενόμενος γνοίη οἷοι ἄρα ἐτύγχανον ὄντες τὴν ἀρετὴν οἱ Μαραθῶνι δεξάμενοι τὴν τῶν βαρβάρων δύναμιν καὶ κολασάμενοι τὴν ὑπερηφανίαν ὅλης τῆς Ἀσίας καὶ πρῶτοι στήσαντες τρόπαια τῶν βαρβάρων, ἡγεμόνες καὶ διδάσκαλοι τοῖς ἄλλοις γενόμενοι ὅτι οὐκ ἄμαχος εἴη ἡ Περσῶν δύναμις, ἀλλὰ πᾶν πλῆθος καὶ πᾶς πλοῦτος ἀρετῇ ὑπείκει. Ἐγὼ μὲν οὖν ἐκείνους τοὺς ἄνδρας φημὶ οὐ μόνον τῶν σωμάτων τῶν ἡμετέρων πατέρας εἶναι, ἀλλὰ καὶ τῆς ἐλευθερίας τῆς τε ἡμετέρας καὶ συμπάντων τῶν ἐν τῇδε τῇ ἠπείρῳ· εἰς ἐκεῖνο γὰρ τὸ ἔργον ἀποβλέψαντες καὶ τὰς ὑστέρας μάχας ἐτόλμησαν διακινδυνεύειν οἱ Ἕλληνες ὑπὲρ τῆς σωτηρίας, μαθηταὶ τῶν Μαραθῶνι γενόμενοι
Uno avrebbe dovuto proprio trovars iin questa situazione per comprendere quanto sono stati valorosi i Maratoneti quando hanno resistito all'impeto dei barbari stroncato l'alterigia di tutta l'Asia e innalzato per primi un trofeo sui barbari divenendo per gli altri guide e insegnando che la potenza dei Persiani non è invincibile anzi la supremazia di numero e di ricchezze cede di fronte alvalore. Io dunque sostengo che quegli uomini valorosi sono padri non solo dei nostri corpi ma della libertà nostra e di tutti quanti abitano in questo continente in effetti tenendo lo sguardo rivolto a quel fattoi Greci divenuti discepoli degli uomini dì Maratona anche nelle battaglie successive osarono esporsi al pericolo per la salvezza