Greco lingua e civiltà 1 pagina 102 numero 349

Οι λαγωοι συνερχομενοι τον ιδιον απεπλαιοντο βιον, ως επισφαλεστατος ειη και δειλιας πλεως· και γαρ υπ'ανθρωπων και κυνων και αετων και αλλων πολλων αναλισκονται· .... Ο μυθος δηλοι οτι οι δυστυχοντες εξ ετερων κακα πασχοντων παραμυθουνται.

Un giorno, delle lepri, incontrandosi, si lamentavano le une con le altre della loro vita perché erano pericolosa e piena di paura. E infatti venivano uccise da uomini, cani, aquile e molti altri animali. Quindi (decidevano che) era meglio morire una volta per tutte che temere per la vita. Dunque stabilito ciò, si lanciarono contemporaneamente nello stagno, per buttarsi in questo e annegare. Essendo le rane disposte attorno allo stagno, poiché avevano sentito il rumore della corse, quando le lepri balzarono direttamente dentro a quello, una delle rane che sembrava più perspicace delle altre disse: "Fermatevi compagne, non fate niente di terribile a voi stesse. Ora, infatti, come vedete ci sono altri animali più sventurati di noi". La storia dimostra che gli infelici traggono coraggio da altri che patiscono cose peggiori.