Il giovane Gneo Pompeo ambizioso braccio di Silla
Versione greco Plutarco e traduzione

Γναῖος Πομπήιος Εἰς δὲ Λιβύην διεβαινεν ἐπὶ Δομίτιον καὶ μάχῃ μεγάλῃ κρατήσας ἀσπασαμένων αὐτὸν αὐτοκράτορα τῶν στρατιωτῶν ἔφη μὴ δέχεσθαι τὴν τιμήν, ἕως ὀρθὸς ἕστηκεν ὁ χάραξ τῶν πολεμίων. οἱ δέ, καίπερ ὄμβρου πολλοῦ e κατέχοντος, ὁρμήσαντες διεπόρθησαν τὸ στρατόπεδον. Ἐπανελθόντα δ' αὐτὸν ὁ Σύλλας ταῖς μὲν ἄλλαις τιμαῖς ἐδέξατο φιλοφρόνως καὶ Μάγνον προσηγόρευσε πρῶτος αὐτόν, θριαμβεῦσαι δὲ βουλόμενον οὐκ εἴα μηδέπω μετέχοντα βουλῆς. εἰπόντος δὲ τοῦ Πομπηίου πρὸς τοὺς παρόντας ἀγνοεῖν τὸν Σύλλαν ὅτι καὶ τὸν ἥλιον ἀνατέλλοντα πλείονες ἢ δύνοντα προσκυνοῦσιν, ὁ μὲν Σύλλας ἀνεβόησε 'θριαμβευέτω. '

Traduzione libera

Gneo Pompeo giungeva in Libia contro Domizio, e rimasto vittorioso in una gran battaglia, i soldati lo salutarono col nome di Imperatore. Risponde, di non voler ricevere tale onore mentre erano ancora in piedi gli alloggiamenti dei nemici. I soldati ancorché impediti da grandissima pioggia, si muovono a corsa, abbattono, e saccheggiano lo steccato. Slila al ritorno lo ricevette con grate accoglienze, e fra gli altri onori fu il primo a dargli nome di Magno. Nondimeno, volendo entrare trionfante in Roma, non glielo concesse perché non era ancor senatore. E dicendo Pompeo ai presenti Mi pare che Silla non sappia che sono più quelli ì quali adorano il sole oriente, che ad occidente, gridò Silla: Adunque trionfi.

Il giovane Gneo Pompeo ambizioso braccio di Silla
altra versione stesso titolo ma diversa

Gneo Pompeo fu tanto amato dai romani quanto fu loro in odio suo padre. Nella sua sua prima gioventù si dedicò tutto alla parte di Silla e non essendo ancora ne magistrato ne senatore mise insieme molti soldati in italia e chiamato da Silla rispose che non voleva mostrare al (suo) capitano l'esercito senza spoglie e senza sangua e non si presentò al lui se non dopo aver fatto molte battaglie e aver vinto i capitani dei nemici. Avendolo Silla fatto capitano e avendolo mandato in sicilia punì di morte quei soldati che si erano sbandati senza licenza e che andavano vagando facendo scorrerie e e inviando qualcuno per far sue commissioni fece sigillare le loro spade. Sila al ritorno Io ricevette con grate accoglienze, e fra gli altri onori fu il primo a dargli nome di Magno. Nondimeno, volendo entrare trionfante in Roma, non glielo concesse perché non era ancor senatore.