Αντιπατρου πολιορκησειν απειλουντος Αθηναιους, ει τους ρητορας εκδοιησαν... ου γευσαμενον αποθανειν. (da Plutarco Vita dei dieci oratori)

Minacciando Antipatro di assediare gli Ateniesi, se non avessero consegnato gli oratori, Demostene abbandonando la città prima fuggiva ad Egina per rifugiarsi nel tempio di Eaco, impaurito si trasferì a Calauria. Avendo gli Ateniesi decretato di consegnare gli oratori anche quello famoso, sedette supplice nel tempio di Poseidone; essendo andato da lui Archia soprannominato Cacciatore di esuli, che era prima un famoso oratore e che lo persuadeva a presentarsi come futuro amico ad Antipatro, disse che "Né quando recitavi mi convincevi né ora mi convinci facendo promesse". Accingendosi egli a fare violenza quelli in città lo impedirono e Demostene disse "Non per chiedere la salvezza mi rifugiai a Calauria, ma per dimostrare che i Macedoni avrebbero violato i templi degli dei"; avendo chiesto una tavola scrisse il pentametro elegiaco che fu poi composto dagli Ateniesi sul suo simulacro "Se avessi avuto adeguata forza d'animo, o Demostene, mai avrebbe dominato sugli Ateniesi l'Ares dei Macedoni. Si dice che la penna, con cui cominciò a scrivere la lettera, fosse stata avvelenata, che morisse avendola gustata.
(By Stuurm)