Εις δε την Ρωμην προσπεπτωκοτος οτι παραστρατοπεδευουσιν αλληλοις και συμπλοκαι γινονται των προκινδυνευοντων αν εκαστην ημεραν...των περι ταυτα συντελουμενων. (Polibio)

Quando a Roma giunse la notizia che i due eserciti erano di fronte e che quotidianamente avvenivano scontri di avanguardie, tutta la città era sospesa e piena d'ansia; il popolo era timoroso dell'avvenire, perché già più volte aveva subito sconfitte, e d'altra parte anticipava con l'immaginazione le conseguenze di una rotta totale. I responsi degli oracoli correvano sulla bocca di tutti, ogni tempio, ogni casa era piena di prodigi e segni divini; invocazioni, sacrifici, suppliche agli dei, preghiere si levavano per tutta la città. Infatti nei momenti critici i Romani sono scrupolosi nell'accattivarsi gli dei e gli uomini e nulla giudicano sconveniente od ignobile di quanto compiono in tali circostanze.