Erga Emeron numero127

Inizio: Των δε Περσων κατεστρατοπεδευκοτων παρα τον Σπερχειον ποταμον. ο μεν Ξερξης απεστειλεν αγγελλους εις τας Θερμοπυλας ... Fine: Ελλησι μη δια κακιαν, αλλα δί αρεφην κτασθαι χωραν.

Essendosi accampati i Persiani presso il fiume Spercheo, Serse mandò ambasciatori alle Termopili, affinchè essi nello stesso tempo osservassero quale intenzione hanno sulla guerra contro di lui; ordinò loro di comunicare che il re Serse ordinava che tutti depongano le armi, che essi senza pericolo tornino in patria e siano alleati dei Persiani; ed ordinava a loro che compivano queste cose che avrebbe consegnato la regione ai Greci meglio e più bella di quella occupata ora da loro. Leonida e i suoi avendo ascoltato gli ambasciatori rispondevano che anche essendo alleati al re con le armi sarebbe stato più vantaggioso e dovendo combattere insieme con loro più coraggiosamente combattono per la libertà; riguardo la regione che si promette daranno poiché è costume tradizionale per i Greci non guadagnarsi la regione per codardia, ma per coraggio.(by Stuurm).

Altra proposta di traduzione

Poichè i Persiani si accampano presso il fiume Spercheo, Serse inviò dei messaggeri alle Termopili per scoprire quale intenzione hanno a proposito della guerra contro di lui; ordina a loro di riferire che il re Serse impone che tutti depongano le armi, che essi se ne vadano alle loro patrie senza correre pericoli e che siano alleati dei Persiani; a loro promette che darà ai Greci una terra più grande e migliore di quella da loro ora abitata. Quelli del seguito di Leonida ascoltano i messaggeri e rispondono che anche combattendo col re sarebbero stati più utili con le armi e che, essendo costretti a combattere, avrebbero lottato per la libertà in maniera più nobile con esse; e a proposito della terra, che promette di dare (che darà), rispondono che è usanza (legge) patria per i Greci conquistarsi una terra, non per mezzo della viltà, ma grazie al valore.