Eulogos pagina 174 numero 21
Οι Υπερβορειοι εναιον νησον εν τοις αντιπερας της Κελτικης τοποις παρα τον Ωκεανον. Η μεν νησον ευγειος ην και παμφορος και διττους κατ'ενιαυτον εφερε καρπους .... της μετοπωρινης ισημεριας.
Gli Iperborei abitavano (ναίω) l’isola di fronte alla Gallia nelle zone presso l’Oceano. L’isola era fertile e produttiva e portava frutti due volte all’anno, gli abitanti erano felici e ricchi. Essi fra gli dei onoravano molto Febo ed ogni giorno rendevano culto con odi ed inni, nell’isola c’era un notevole tempio del dio. Gli Iperborei erano citaredi e nel tempio senza interruzione suonavano la cetra e cantavano inni al dio. Gli antichi mitografi dicevano che il dio spesso si manifestava (ἐντυγχάνω) agli Iperborei e danzava e suonava la cetra dall’equinozio (ἰσημερία) di primavera (ἐαρινός-ή, -όν) fino a quello d’autunno. (by Geppetto)
Altra proposta di traduzione
Abitavano gli Iperborei un'isola fra quelle dall'altra parte della Gallia nei pressi dell'Oceano. L'isola era fertile e produttiva e produceva frutti di due specie ogni anno, inoltre, gli abitanti erano beati e felici. Gli Iperborei fra gli dei veneravano soprattutto Febo/Apollo e per tutto il giorno lo servivano con canti ed inni, sull'isola, dunque, si trovava un tempio del dio degno di menzione. La maggior parte degli Iperborei erano citaredi e nel tempio senza interruzione suonavano la cetra e cantavano inni al dio. Gli antichi mitografi dicevano che il dio spesso si presentava agli Iperborei e danzava e suonava la cetra continuamente dall'equinozio di primavera fino all'equinozio d'autunno.