Ανθρωπος ποτε λεγεται σατυρω ξενιαν συντιθεσθαι. Επει δη ο χειμοων κατελαμβανε και ψυχος εγιγνετο ... οτε το αυτων ηθος μφιβολον εστιν
Si dice che una volta un uomo concludeva un rapporto d'amicizia con un satiro. Ma quando arrivava l'inverno e diventava freddo l'uomo portava le mani alla bocca e soffiando (le) riscaldava. Allora il satiro chiedeva il motivo di questo, e l'uomo diceva che scaldava le mani per il gelo. Ma successivamente veniva allestita per loro una tavola e c'era del cibo completamente caldo, l'uomo lo portava alla bocca e soffiava. E chiedendogli di nuovo il satiro il motivo di questo, l'uomo affermava che raffreddava di raffreddare il cibo dato che era troppo caldo. E quello diceva all'uomo: "Ehi tu (ὦ οὗτος), ma io rinuncio alla tua amicizia, perché dalla bocca emetti il caldo e il freddo." Ebbene dunque bisogna fuggire l'amicizia degli uomini quando il carattere è ambiguo (errore nel testo della versione non è μφιβολον ma ἀμφίβολος)