Ηρωτησε δε τον Σολωνα τινα των οντων ευδαιμονεστατον εωρακεν, ως τουτο γε παντως αποδοθησομενον εαυτω... και βεβαιοτατον εχειν πλουτον. (Diodoro Siculo)
Chiese a Solone chi fra gli esseri viventi (lett. participio genitivo plurale εἰμί) aveva visto (pf. ind. a. , v. ὁράω. ) più felice, che almeno gli concedesse ( ἀποδίδωμι) questo. Ma quello rispose che non era in grado di dirlo in modo giusto, poiché di nessuno degli esseri viventi aveva visto (perfetto infinito di ὁράω) la conclusione della vita, senza (sott. averla vista) nessuno può essere giudicato beato. Infatti quelli che precedentemente ritenevano felice tutta la (loro) vita sono caduti verso il termine della loro stessa vita in grandi sciagure. Ma il re chiese non credi dunque che io sia il più ricco? E solone rispondendo la stessa risposta, spiegò che sono da ritenere ricchi non quelli che hanno acquisito ( κτάομαι perfetto medio participio) ricchezze in gran quantità, ma coloro che considerano la saggezza il più prezioso fra i beni, la saggezza non avendo un equivalente in nessuno degli altri beni, fa si che soltanto (gli uomini) che l'apprezzano in modo particolare abbiano una ricchezza che è la più grande e la più sicura.
(By Vogue)