Gymnasmata pagina 303 numero 24

Υποφαινοντος δε του εαρος, ο μεν Αγησιλαος ενοσει. Οτε γαρ απηγε το στρατευμα εκ των Θηβων, εν τοις Μεγαροις ... και δια χειμωνος. (da Senofonte)

Spuntata la primavera, Agesilao era colpito da una malattia. Quando infatti portava via l'esercito da Tebe mentre egli a Megara saliva dall'Afrodisio alla sede del governo gli si lacerava (lett. Presente) una vena e scorreva il sangue fino al ginocchio. Poiché la gamba era oltremodo gonfia e gli arrrecava un dolore insopportabile un certo medico di Siracusa gli incideva la vena vicina alla caviglia, ma non appena camminava il sangue scorreva da lui notte e giorno e pur facendo tutto (tutte le cose) non si riusciva ad arrestarne il flusso finché non svenne. Allora si arrestava. E così quello portato a Sparta stava male la restante estate e durante l'inverno. (by Vogue)