Ὅτε Ἀγησίλαος ἔμελλε μὲν ἤδη νικήσειν, αὐτὸς δὲ τετρωμένος προσηνέχθη πρὸς τὴν φάλαγγα, προσελάσαντές τινες τῶν ἱππέων λέγουσιν αὐτῷ ὅτι τῶν πολεμίων ὀγδοήκοντα σὺν τοῖς όπλοις ὑπὸ τῷ ναῷ εἰσι, ...(da Senofonte)
Quando Agesilao stava per vincere, ma egli stesso, ferito, fu portato alla falange, essendosi avvicinati alcuni dei cavalieri gli dissero (lett presente) che ottanta dei nemici nemici con le armi si trovavano (lett pres) sotto il tempio e gli chiesero cosa bisognava fare. Ma lui, pur avendo molte ferite su tutto il corpo e da ogni tipo di arma, ugualmente non si dimenticò della divinità, ma ordinava di andare dove volevano e non permetteva di fargli del male, e ordinò ai cavalieri che con lui di scortarli cosicché fossero al sicuro. Dopo che la battaglia cessò, era possibile vedere la terra macchiata di sangue, amici e nemici che giacevano morti uno accanto all'altro, scudi rotti, lance spezzate, pugnali privi dei foderi, alcuni a terra, altri nei corpi, altri ancora nelle mani. Allora, poiché era già tarda sera, dopo aver trascinato i cadaveri dei nemici all'interno della falange, cenarono e si addormentarono.
(By Vogue)