Gymnasmata 2 pagina 261 numero 16

Ερχεται την Μανδανυ προς τον Αστυαγην τον πατερα και τον Κυρον τον υιον ειχεν. Ως αφικνειτο και εγιγνωσκετο τον Αστυαγην ο Κυρος ... εν Περσαις γαρ χαλεπον εστι τρεφειν ιππους δια ορεινην χωραν

Mandane si recava dal padre Astiage e portava il figlio Ciro. Una volta arrivato Ciro faceva conoscenza di Astiage, lo salutava con gioia e, siccome lo ammirava sia perché si truccava sia per l’ombretto degli occhi sia per le chiome aggiunte (le parrucche) - tali cose erano abituali presso i Medi - ammirando l’ornamento del nonno, diceva: «Madane, quanto è bello mio nonno!». Abbracciandolo a sua volta Astiage gli faceva indossare (ἐνδύω) una bella veste e lo premiava (τιμάω) e lo ornava con collane e bracciali e cavalcava con lui su un cavallo dalle briglie d’oro che proprio egli stesso addobbava. Ciro, sia esteta che ambizioso, indossava (ἔδομαι) la veste e si rallegrava moltissimo perché avrebbe imparato a cavalcare. Fra i Persiani infatti è difficile allevare i cavalli a causa della regione montagnosa. (by Geppetto)