Ο Ραμψινιτος βουλομενος τον πλουτον αυτου εν ασφαλεια θησαυριζειν ωκοδομει οικηματιον λιθον παρα τα βασιλεα. Ο εργαζομενος επιβουλην αρτυομενος ταδε εμηχανατο· .... και των πλουτων τα μεν εκφερονται, τα δε καταλειπουσιν.
Traduzione numero 1
Rampsinito volendo conservare al sicuro la sua ricchezza faceva costruire una stanza di pietra presso il palazzo reale. Il costruttore tramando un insidia progettava così: allestiva una delle pietre facilmente estraibile. Quando la camera fu pronta, Rampsinito conservava in essa stessa la sua ricchezza, dopo un po’ di tempo l’architetto in fin di vita chiamava i figli, ne aveva infatti due, e raccontava a questi che costruendo il tesoro di Rampsinito escogitava affinché abbiano una vita agiata era evidentemente una pietra estraibile. Quando l’architetto muore, i suoi figli si recano alla segreta stanza reggia e trovano facilmente la pietra, prendono in mano e portano via una parte della ricchezza, l’altra lasciano.
Altra proposta di traduzione
Rampsinito volendo depositare la sua ricchezza in sicurezza costruiva una camera di pietra presso la reggia. Colui che l'aveva eseguita tramava questo complotto: preparandola disponeva una delle pietre in modo che fosse facilmente amovibile. Quando la stanza era pronta, Rampsinito depositava in questa la sua ricchezza ma dopo poco tempo il costruttore in fin di vita chiamava i figli – erano infatti due – e a questi riferiva come avesse costruito (la stanza del) tesoro di Rampsinito affinché avessero una vita agiata (lett. generosa) e spiegava loro chiaramente la rimozione della pietra. Quando il costruttore muore i suoi figli vanno alla reggia e trovano facilmente la pietra. La maneggiano e portano via alcune delle ricchezze, altre le lasciano.