Ἀηδὼν ὑψηλῇ τινι δρυὶ ἐφίστη καὶ κατὰ τὸ σύνηθες ᾔδεν. Ιέραξ δὲ αὐτὴν ἔβλεπε καί, ὡς ἐλείπετο τροφῆς, ἐπέπιπτε τῇ ἀηδόνι καὶ ἥρπαζε. Ἡ δὲ τὸν ἱέρακα ἱκέτευε· «Ὦ γενναῖε καὶ μεγαλόψυχε ὄρνις, φείδου μου· ... (da Esopo)

Un usignolo stava su un'alta quercia alta e cantava secondo abitudine. Uno sparviero lo vedeva e, poiché era privo di cibo, piombava sull'usignolo e lo afferrava. Ma quello supplicava lo sparviero: "Oh uccello nobile e magnanimo, risparmiami (oppure: abbi compassione di me) infatti io sono un uccello gracile ed in grado di fornire scarso cibo e poco nutrimento; aspetta i miei genitori, che sono molto grassi". Lo sparviero si lasciava persuadere e liberava l'usignolo; ma quello (l'usignolo) fuggiva velocemente e diceva allo sciocco sparviero: "Oh insensato, per il futuro (εἰς τὸν λοιπὸν χρόνον) non buttare via i beni che sono tra le (tue) mani per vane speranze!" Così ci sono anche pochi fra gli uomini che per la speranza di cose più grandi lasciano sfuggire ciò che è nelle loro mani.
(By Vogue)

Ulteriore proposta di traduzione

Un usignolo che si era posato su di un'alta quercia e, secondo il suo solito, cantava. Uno sparviero avvistava l'usignolo e, dato che era privo di cibo, si avventava sull'usignolo e lo ghermiva. Quello allora supplicava lo sparviero: "O uccello nobile e di grande animo, risparmiami (φείδομαι): sono infatti un minuto volatile e capace di fornire un insignificante alimento e ben misero nutrimento; aspetta (προσμένω) i miei genitori, essi sono ricchi di carne!". Lo sparviero si convinceva e lasciava libero l'usignolo; quello rapidamente scappava via e diceva allo stolto sparviero: "Insensato, nel prossimo avvenire non gettar via le cose sicure che hai nelle mani a motivo di vuote speranze!". Similmente non sono pochissimi quegli uomini che, nella speranza di migliori guadagni, perdono (ὑφίημι) quelli che hanno nelle mani.
(By Geppetto)