Ἐν τῇ Λυδίᾳ πάλαι καλὴ κόρη έναιεν τη Αράχνη όνομα ἦν. Ἡ δὲ οὐ μόνον τῷ κάλλει, ἀλλὰ μάλιστα" τῇ ὑφαντικῇ τέχνῃ γνωρίμη ἦν. Πολλαχόθεν δ' ἐνταῦθα τῶν ἀνθρώπων ὄχλος ἠγείρετο, ὃς ἐβούλετο θεᾶσθαι τὴν κόρην θεσπεσίαν. ...

Un tempo in Lidia abitava una bella fanciulla che aveva nome Aracne (dat poss). Ella non era nota solo per la (sua) bellezza, ma soprattutto per l'arte della tessitura. Da ogni parte si radunava lì una folla di uomini che desiderava osservare la straordinaria fanciulla. Si diceva che la sua arte e la grandissima abilità provenivano (ἐξέρχομαι) da Atena, la dea che sovrintendeva (ἐπιστατέω) alle opere del telaio. La fanciulla quindi si vantava (ὑπεραίρω) per le sue virtù e riteneva di superare la dea. Ma la dea rendendosi simile (φαντάζομαι, gen ass) a una vecchia, si mostrava alla fanciulla e cercava di convincerla a non irritare Atena.
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