Αριστείδης ὁ τοῦ Λυσιμάχου Ἀθηναῖος διὰ τὴν δικαιοσύνην καὶ ἐπιείκεια, καὶ ἔνδειαν ὑπὸ τῶν Ἀθηναίων ἐτιμᾶτο καὶ ἐστέργετο. Οὗτος ταπεινῶς διῆγεν, ἀλλ᾽ ἐπὶ τούτῳ οὐδέποτε ἐδεινοπάθει. ... (Da Plutarco)

L'Ateniese Aristide, figlio di Lisimaco, era onorato e amato dagli Ateniesi per la sua giustizia, equità ed indigenza. Costui viveva umilmente, ma non si lamentava mai per questo. Una volta, il ricco Callia veniva trascritto (per l'ostracismo) dal popolo, e quindi Aristide si presentava, difendeva l'imputato e i giudici lo proscioglievano dall'imputazione. Callia gli inviava dei beni ma Aristide non li accettava, perché diceva che la vita di Callia avrebbe usato la povertà di Aristide, ma che la povertà di Aristide avrebbe esaurito la ricchezza di Callia. Quando Aristide stava per essere ostracizzato dal popolo, nell'assemblea un campagnolo si avvicinava ad Aristide e gli chiedeva (αἰτέω) di scrivere sul coccio il nome di Aristide. Ma Aristide chiedeva ( ἐρωτάω, imper 3a sing) che male ha fatto (letteralmente presente "fa") Aristide?". Il campagnolo rispondeva: "Nulla, non conosco quest'uomo, ma sono adirato (θῡμόω) perché ovunque sento parlare di lui". Ma Aristide dopo che ascoltava queste cose, non rispondeva nulla, scriveva il nome sul coccio e lo dava.
(By Vogue)