Ουδεν γλυξιον εστι της πατριδος, ουδε σεμνοτερον ουδε θειοτερον. Και μεν οσα σεμνα και θεια νομιζουσιν ... Κοινην ουν προσηκει παντων μητερα την πατριδα νομιζειν.

Proposta di traduzione by Stuurm

Nulla è più caro della paria, né più venerabile e più sacro. E non tutte le cose che sono venerabili e sacre gli uomini considerano, di queste è proprio della patria causa e maestra. Delle città la maggior parte ammirano le grandezze e le più illustre, tutti invece, amano la patria. Tutti devono onorare il nome della patria: niente è più intimo della patria. Anche gli dei gioiscono delle patrie, e pur ritenendo loro possesso tutta la terra e il mare, la città in cui ciascuno di loro nacque, preferiscono a tutte le altre città. Se è onorabile il nome della patria, quanto non molto di più agli uomini? Si addice dunque considerare comune madre di tutti la patria. (by Stuurm)

Altra proposta di traduzione by Geppetto

Nulla è più dolce della patria, né di più nobile né di più eccelso. E certamente gli uomini onorano tutte le cose che (sono) nobili ed eccelse, di queste la patria è l’essenza e la maestra. Molti ammirano allora le grandezze (μέγεθος-ους, τό) e gli splendori delle città, tutti amano la patria. Il nome della patria si deve onorare da parte di tutti: nulla infatti è più familiare della patria. Anche gli dei si compiacciono con le patrie, pur ritenendo loro possesso tutta la terra ed il mare, in cui ciascuno di loro nacque, stimandole di più di tutte quante le città. Se dagli dei il nome della patria (è) stimato, quanto molto di più dagli uomini? Allora conviene chiamare la patria madre comune di tutti. (by Geppetto)