Il Greco di Campanini numero 76
Ονος κηπουρω εδουλευε και, επειδη ολιγα μεν ησθιε, πολλα ... οταν ετερων πειραν λαμβανωσιν.
Un asino serviva un ortolano e, poiché mangiava poco, pativa molto per tutto il santo giorno, pregava gli dei che fosse allontanato dall’ortolano e fosse venduto (ἀπεμπολάω) ad un altro padrone. Essi ascoltavano il desiderio ed ordinavano ad Ermes che l’asino fosse venduto ad un vasaio.Di nuovo l’asino si irritava, perché era costretto (ἀναγκάζω) a portare al vasaio l’argilla e le ceramiche. Per cui allora l’infelice animale supplica (ἱκετεύω) gli dei affinché gli concedano una seconda volta un nuovo padrone. Allora gli dei facevano in modo che l’asino fosse venduto ad un conciapelli. L’asino pertanto, allorché osservava (ὁράω) il conciapelli e si rendeva conto del lavoro del padrone, fra i sospiri diceva: «Ahi me misero, era assai preferibile rimanere dai due precedenti padroni: con questo infatti, come vedo, debbo portare in più anche la pelle». Il racconto insegna che a volte i servi rimpiangono i precedenti padroni quando fanno conoscenza degli altri. (By Geppetto)