l'ISOLA DEI BEATI (I)
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Il nuovo lingua greca
Già eravamo vicini e soffiava intorno a noi un dolce vento, meraviglioso e profumato che lo scrittore Erodoto diceva provenisse dall'Arabia. Infatti per esempio dalle rose, dai narcisi, dai giacinti, dai gigli, dalle viole e ancora dal mirto e dall'alloro tale piacere ci assale. Lì vedevamo molti porti grandi e non inondati, fiumi limpidi che si gettano nel mare. Ancora prati, foreste ed uccelli canori, alcuni cantando sulla riva e invece molti sui rami. L'aria leggera e profumata soffiava intorno la regione. I venti dolci soffiando dolcemente agitavano la foresta, cosicchè dai rami fischiava forte un canto piacevole e continuo. Lasciandoci ammaliare da queste cose entrammo nel porto e dopo aver ormeggiato la nave scendevamo. Procedendo attraverso il prato variopinto ci imbattiamo per caso nelle guarnigioni e nelle guardie. In seguito giungevamo verso la città e verso il banchetto dei beati.