Καισαρ δε επιβας ενος ζευγους, πρωτον ηλαυνεν ετεραν τινα οδον· ειτα προς το Αριμινον επιστρεψας, ως ηλθεν επι τον ποταμον (Ρουβικων καλειται) διοριζοντα την εντος Αλπεων Γαλατιαν απο της αλλης Ιταλιας και, προς εαυτον συλλογιζομενος το μεγεθος του τολμηματος, ... (da Plutarco)

Cesare, salito su uno dei cavalli, prima viaggiava per un'altra strada; poi, rivolto verso Arimino, quando giunse vicino al fiume (chiamato Rubicone) che separava la Gallia Cisalpina (al di qua delle Alpi) dal resto dell'Italia, e, riflettendo tra sé e sé sulla grandezza dell'impresa, si fermò in silenzio e si trattenne dalla corsa. Discusse molto anche con gli amici presenti, tra cui c'era anche Pollione Asinio, calcolando quali/quanti mali l'attraversamento avrebbe dato origine (ἄρξει lett futuro ἄρχω, darà origine) a tutti gli uomini. Alla fine, con un certo ardire, disse: "Sia gettato il dado", e si precipitò verso l'attraversamento, e, ormai agendo di corsa, entrò prima del giorno in Arimino e si fermò. Si dice che la notte prima dell'attraversamento avesse fatto (lett visto) un sogno  straordinario; gli era sembrato infatti di consumare con sua madre un rapporto sessuale indicibile.
(By Vogue)