Ὁ Κῦρος ὡς δὲ ἀφίκετο τάχιστα καὶ ἔγνω τὸν Ἀστυάγην τῆς μητρὸς πατέρα ὄντα, εὐθὺς οἷα δὴ παῖς φύσει φιλόστοργος ὢν ἠσπάζετό τε αὐτὸν ὥσπερ ἂν εἴ τις πάλαι φιλῶν ἀσπάζοιτο. Καὶ εἶδε δὴ αὐτὸν κοσμησάμενον ...(da Senofonte)

Ciro, non appena arrivò (ἀφικνέομαι aor) e capì (γιγνώσκω, aor ind 3a sg) che era Astiage il padre di sua madre, subito, poiché era un bambino per natura affettuoso, lo abbracciava (ἀσπάζομαι, impef) come se lo amasse (ἀσπάζομαι, ott pre) da molto tempo. E lo vide adornato e segnato sotto gli occhi, con un belletto per il colore e con capelli aggiunti, cose che erano usanze tra i Medi; infatti, tutte queste cose sono cose persiane, sia le tuniche porpora, sia le sopravvesti persiane sia le collane al collo e i bracciali intorno ai polsi. Ciro, vedendo l'ornamento del nonno, fissandolo, diceva: "O madre, come è bello per me il nonno (oppure puoi tradurre con il dativo di possesso: "O madre, come ho un nonno bello). E la madre, chiedendogli quale dei due gli sembrava più bello, il padre o lui, Ciro rispondeva: "O madre, tra i Persiani, mio padre è di gran lunga il più bello, ma tra i Medi, quanti ne ho visti io sia per le strade sia alle porte, di gran lunga questo mio nonno è il più bello"
(By Vogue).