Teramene a Sparta
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro MELETAN pagina 44 n. 5
Essendo tali le cose Teramene disse in assemblea che se volevano mandarlo presso Lisandro, essendo consapevole andrò presso gli Spartani chiedendo se resistono intorno alle mura volendo assoggettare la città o per lealtà. Dopo che fu inviato restò presso Lisandro per tre mesi o pù, aspettando che gli ateniesi volessero per mancanza di tutte le provviste che qualcuno dicesse che avrebbe acconsentito. Quando giunse il quarto mese in assemblea annunciò che Lisandro lo tratteneva per un certo periodo, in seguito ordinava di andare a Sparta: diceva infatti di non essere padrone delle cose di cui non era domandato. Dopo ciò, fu scelto come decimo ambasciatore con pieni poteri a Sparta, Lisandro inviò agli efori Aristotele per annunciare con gli altri Spartani, che era un esule ateniese poiché aveva risposto a Teramene quelli erano signori di pace e di guerra. Teramene e gli altri ambasciatori quando a Sellana essendogli chiesto per quale motivo fossero giunti dissero che erano con pieni poteri riguardo alla pace. dopo ciò gli efori ordinavano di convocarli