καλέσας δὲ Δάμνιππον λέγω πρὸς αὐτὸν τάδε, ἐπιτήδειος μέν μοι τυγχάνεις ὤν, ἥκω δ᾽ εἰς τὴν σὴν οἰκίαν, ἀδικῶ δ᾽ οὐδέν, χρημάτων δ᾽ ἕνεκα ἀπόλλυμαι. σὺ οὖν ταῦτα πάσχοντί μοι πρόθυμον παράσχου τὴν σεαυτοῦ δύναμιν εἰς τὴν ἐμὴν σωτηρίαν. ὁ δ᾽ ὑπέσχετο ταῦτα ποιήσειν. ἐδόκει δ᾽ αὐτῷ βέλτιον εἶναι πρὸς Θέογνιν μνησθῆναι: ἡγεῖτο γὰρ ἅπαν ποιήσειν αὐτόν, εἴ τις ἀργύριον διδοίη. ἐκείνου δὲ διαλεγομένου Θεόγνιδι (ἔμπειρος γὰρ ὢν ἐτύγχανον τῆς οἰκίας, καὶ ᾔδη ὅτι ἀμφίθυρος εἴη) ἐδόκει μοι ταύτῃ πειρᾶσθαι σωθῆναι, ἐνθυμουμένῳ ὅτι, ἐὰν μὲν λάθω, σωθήσομαι, ἐὰν δὲ ληφθῶ, ἡγούμην μέν, εἰ Θέογνις εἴη πεπεισμένος ὑπὸ τοῦ Δαμνίππου χρήματα λαβεῖν, οὐδὲν ἧττον ἀφεθήσεσθαι, εἰ δὲ μή, ὁμοίως ἀποθανεῖσθαι. ταῦτα διανοηθεὶς ἔδει με ἐκείνων ἐπὶ τῇ αὐλείῳ θύρᾳ τὴν φυλακὴν ποιουμένων.
E dopo aver convocato (κάλεσας, part aor ἐκάλεσας) Damnippo gli dico queste cose: "Ti trovi ad essere mio intimo amico, sono giunto a casa tua (σός σή σόν), non ho commesso (ἀδικέω) nulla ma sono rovinato a causa del mio denaro. Tu quindi renditi (παρασχοῦ imperat aor παρέχω) benevolo verso di me che subisco queste cose e offrimi la tua forza per la mia salvezza". Quello (ὑπέσχετο aor ὑπέχω) promise che avrebbe fatto queste cose. Gli sembrava che fosse meglio riferirle (μνησθῆναι inf aor pass μιμνήσκω) a Teognide; credeva (ἡγεῖτο imper 3a sg ἁγέομαι) infatti che lui avrebbe fatto ogni cosa su uno gli dava (διδοίη ott pres δίδωμι) del denaro. E mentre quello discorreva con Teognide (Ἐκείνου διαλεγομένου gen ass) (infatti mi trovavo ad essere pratico della casa, e sapevo che era a due porte) mi sembrava bene provare a salvarmi in questo modo pensando (ἐνθυμουμένῳ part pres dat ἐνθυμέομαι) che, se fossi rimasto nascosto (λάθω cong aor λανθάνω), sarei stato salvo (σωθήσομαιfut pass σώζω, ) se invece fossi stato preso (ληφθῶ cong aor pass λαμβάνω)pensavo che, se Teognide fosse stato convinto da Damnippo a prendere le ricchezze, o sarei stato rilasciato (ἀφεθήσομαιfut ind pass ἀφίημι) o che sarei sarei morto (ἀποθανοῦμαι ind fut m ἀποθνήσκω) διανοηθείς part aor mp διανοέω) ugualmente. Dopo aver pensate queste fuggivo, mentre quelli facevano la guardia sulla porta d'ingresso.
ANALISI GRAMMALE DEI VERBI
καλέσας (καλέω) – Aoristo Participio Attivo masch. nom. sing.
λέγω (λέγω) – Presente Indicativo Attivo 1ª singolare
τυγχάνεις (τυγχάνω) – Presente Indicativo Attivo 2ª singolare
ὤν (εἰμί) – Presente Participio Attivo masch. nom. sing.
ἥκω (ἥκω) – Presente Indicativo Attivo 1ª singolare
ἀδικῶ (ἀδικέω) – Presente Indicativo Attivo 1ª singolare
ἀπόλλυμαι (ἀπόλλυμι) – Presente Indicativo Medio-Passivo 1ª singolare
πάσχοντί (πάσχω) – Presente Participio Attivo masch. dat. sing.
παράσχου (παρέχω) – Aoristo Imperativo Attivo 2ª singolare
ὑπέσχετο (ὑπισχέομαι) – Aoristo Indicativo Medio 3ª singolare
ποιήσειν (ποιέω) – Futuro Infinito Attivo
ἐδόκει (δοκέω) – Imperfetto Indicativo Attivo 3ª singolare
εἶναι (εἰμί) – Presente Infinito Attivo
μνησθῆναι (μιμνήσκω) – Aoristo Infinitivo Passivo
ἡγεῖτο (ἡγέομαι) – Imperfetto Indicativo Medio 3ª singolare
ποιήσειν (ποιέω) – Futuro Infinito Attivo
διδοίη (δίδωμι) – Presente Optativo Attivo 3ª singolare
διαλεγομένου (διαλέγομαι) – Presente Participio Medio-Passivo masch. gen. sing.
ἐτύγχανον (τυγχάνω) – Imperfetto Indicativo Attivo 1ª singolare
ᾔδη (οἶδα) – Piuccheperfetto Indicativo Attivo 1ª singolare
εἴη (εἰμί) – Presente Optativo Attivo 3ª singolare
ἐδόκει (δοκέω) – Imperfetto Indicativo Attivo 3ª singolare
πειρᾶσθαι (πειράω) – Presente Infinitivo Medio-Passivo
σωθῆναι (σῴζω) – Aoristo Infinitivo Passivo
ἐνθυμουμένῳ (ἐνθυμέομαι) – Presente Participio Medio-Passivo masch. dat. sing.
λάθω (λανθάνω) – Aoristo Congiuntivo Attivo 1ª singolare
σωθήσομαι (σῴζω) – Futuro Indicativo Passivo 1ª singolare
ληφθῶ (λαμβάνω) – Aoristo Congiuntivo Passivo 1ª singolare
ἡγούμην (ἡγέομαι) – Imperfetto Indicativo Medio 1ª singolare
εἴη (εἰμί) – Presente Optativo Attivo 3ª singolare
πεπεισμένος (πείθω) – Perfetto Participio Medio-Passivo masch. nom. sing.
λαβεῖν (λαμβάνω) – Aoristo Infinitivo Attivo
ἀφεθήσεσθαι (ἀφίημι) – Futuro Infinitivo Passivo
ἀποθανεῖσθαι (ἀποθνήσκω) – Futuro Infinitivo Medio
διανοηθεὶς (διανοέομαι) – Aoristo Participio Medio masch. nom. sing.
ἔδει (δέω) – Imperfetto Indicativo Attivo 3ª singolare
ποιουμένων (ποιέω) – Presente Participio Medio-Passivo masch. gen. plur.
Ulteriore proposta di traduzione
Dopo aver chiamato/fatto venire Damnippo dico queste cose in sua difesa: "Per me tu sei un amico per caso (participio predicativo; come anche dopo), vengo a casa tua, non compio affatto un'ingiustizia, riguardo alle ricchezze io sono in rovina. Tu allora metti a disposizione per me che soffro per queste cose ciò che puoi per la mia salvezza". Egli permise di fare ciò. A lui sembra che per Teognide sia meglio essere ricordati: infatti credeva che a lui piacesse farlo, se qualcuno gli desse del denaro. Mentre quello parlava con Teognide (genitivo assoluto) (infatti per caso conosceva la casa, e sapeva che aveva una porta da entrambi i lati) ("infatti per caso era conoscitore della casa, e sapeva che era con una porta da entrambi i lati") mi sembrava di essere salvo da ciò, essendomi irritato visto che, qualora mi nasconda, sarei salvo, qualora venga preso, penserei, se Teognide fosse stato convinto da Damnippo a prendere i beni, di non sedermi affatto in disparte, se non fosse, morirei ugualmente. Avendo pensato ciò fuggivo, visto che quello faceva la guardia alla porta dell'atrio.
Ulteriore proposta di traduzione
Chiamato Damnippo gli dico questo: "Poichè tu ti trovi ad essere mio [lett. a me] intimo amico, giungo a casa tua, non ho commesso nessuna ingiustizia (ἀδικέω), perisco a causa delle (mie) ricchezze; tu dunque a me che patisco queste cose mostra benevola la tua autorità per la mia salvezza. Egli sosteneva che avrebbe fatto queste cose. Ma gli sembrava cosa migliore che ne fosse fatta menzione (μνησθῆναι aor. inf. p. μιμνήσκω) a Teognide; egli riteneva (imp ἡγέομαι) infatti che costui avrebbe fatto ogni cosa se uno gli avesse datto denaro [argento]. Menre discorrevo con Teognide (gen ass) (mi trovavo infatti ad essere pratico della casa ed ero informato che c' era una doppia entrata) mi sembrò opportono cercare di salvarmi (avv. ταύτῃ=) in questo modo, pensando che, se non fossi stato scoperto, mi sarei salvato, se invece fossi stato sorpreso, pensavo che, se Teognide fosse stato convinto da Damnippo a prendere le ricchezze, sarei stato ugualmente lasciato libero, se no, sarei morto ugualmente. Dopo aver considerato considerato queste possibilità sono fuggito, mentre quelli facevano la guardia sulla porta d'ingresso.
(By Vogue)
ANALISI STORICO LETTERARIA DI QUESTO BRANO
Contesto Storico-Giuridico
Epoca: Atene fine V - inizio IV sec. a.C. (dopo il regime dei Trenta Tiranni, 404-403 a.C.).
Situazione: Il testo riflette l'instabilità politica post-oligarchica, con accuse frequenti per crimini commessi durante la tirannia. Teognide, membro del governo oligarchico, è qui accusato di complicità in violenze o confische illegali.