τυχεν γαρ τῇ προτεραιᾳ της δικης η πρυμνα εστεμμενη του πλοιου ο εις Δηλον Αθηναιοι πεμπουσιν. [...] Τουτ᾽ εστι το πλοιον, ως φασιν Αθηναιοι, εν ω Θησευς ποτε εις Κρητην τους "δις επτα" εκεινους ωχετο αγων και εσωσε τε και αυτος εσωθη ...
Infatti, accadde il giorno prima del processo che gli Ateniesi mandavano (lett pres) a Delo la poppa incoronata della nave. Questa è la nave, come dicono gli Ateniesi, su cui Teseo una volta andava (οἴχομαι imperf) a Creta portando (due volte sette ciascuno) i quattordici (ragazzi) e li salvò ed egli stesso fu salvato. Dunque, come si raccontò (lett presente) allora rivolsero preghiere ad ad Apollo, che se si fossero salvati, ogni anno avrebbero portato (ἀπάξειν, ἀπάγω infinito futuro) un'ambasceria (sacra) a Delo: mandano al Dio questa (ambasceria) sempre da ciascun anno anche ora. Quindi ogni qual volta che danno inizio alla processione, loro hanno legge (dativo di possesso: a loro è una legge) di purificare in quel tempo la città e di non uccidere nessuno pubblicamente, prima che la nave arrivi a Delo e (arrivi) di nuovo qui. Questo talvolta accade in molto tempo, qualora ci siano per caso i venti che li ostacolano. L'inizio dell'ambasceria è quando il sacerdote di Apollo (στεφω) ha incoronato la poppa della nave. Questo avvenne, come dico, nel giorno precedente del processo. Per queste ragioni (cose) Socrate ebbe (dat poss) molto tempo nel carcere tra il processo e la morte.
(By Vogue)