Lo sciamano Aristea
versione greco Erodoto traduzione libro taxis
Ἀριστέην γὰρ λέγουσι, ἐόντα τῶν ἀστῶν οὐδενὸς γένος ὑποδεέστερον, ἐσελθόντα ἐς κναφήιον ἐν Προκοννήσῳ ἀποθανεῖν, καὶ τόν κναφέα κατακληίσαντα τὸ ἐργαστήριον οἴχεσθαι ἀγγελέοντα τοῖσι προσήκουσι τῷ νεκρῷ. Ἔσκεδασμένου δὲ ἤδη τοῦ λόγου ἀνὰ τὴν πόλιν ὡς τεθνεώς εἴη ὁ Ἀριστέης, ἐς ἀμφισβασίας τοῖσι λέγουσι ἀπικνέεσθαι ἄνδρα Κυζικηνὸν ἥκοντα ἐξ Ἀρτάκης πόλιος, φάντα συντυχεῖν τε οἱ ἰόντι ἐπὶ Κυζίκου καὶ ἐς λόγους ἀπικέσθαι. Καὶ τοῦτον μὲν ἐντεταμένως ἀμφισβατέειν, τοὺς δὲ προσήκοντας τῷ νεκρῷ ἐπὶ τὸ κναφήιον παρεῖναι ἔχοντας τὰ πρόσφορα ὡς ἀναιρησομένους· Ἀνοιχθέντος δὲ τοῦ οἰκήματος οὔτε τεθνεῶτα οὔτε ζῶντα φαίνεσθαι Ἀριστέην. Μετὰ δὲ ἑβδόμῳ ἔτει φανέντα αὐτὸν ἐς Προκόννησον ποιῆσαι τὰ ἔπεα ταῦτα τὰ νῦν ὑπ᾽ Ἑλλήνων Ἀριμάσπεα καλέεται, ποιήσαντα δὲ ἀφανισθῆναι τὸ δεύτερον.
Infatti narrano che Aristea, il quale per nobiltà di natali non era inferiore a nessuno nella sua città, entrò un giorno in una officina di scardassiere di Proconneso e vi morì; l’artigiano chiuse il negozio e si avviò per avvertire i parenti del defunto. Si sparse per la città la voce che Aristea era morto, ma giunse a contraddirla un uomo di Cizico, proveniente da Artace, il quale sosteneva di aver incontrato Aristea che si dirigeva a Cizico e di aver chiacchierato con lui. E mentre costui ribadiva con ostinazione il suo discorso, i parenti del defunto già erano sulla porta dell’officina con il necessario per rimuovere il cadavere. Aprirono la porta del locale, ma di Aristea non c’era traccia, né vivo né morto. Sei anni dopo Aristea riapparve a Proconneso e vi compose il poema ora intitolato dai Greci Arimaspea, e dopo averlo composto sparì per la seconda volta