La prima flotta Romana
versione greco Polibio traduzione
libro triakonta pagina 324 numero 4

τῶν δὲ ναυπηγῶν εἰς τέλος ἀπείρων ὄντων τῆς περὶ τὰς πεντήρεις ναυπηγίας διὰ τὸ μηδένα τότε τῶν κατὰ τὴν Ἰταλίαν κεχρῆσθαι τοιούτοις σκάφεσιν, πολλὴν αὐτοῖς παρεῖχεν τοῦτο τὸ μέρος δυσχέρειαν. ἐξ ὧν καὶ μάλιστα συνίδοι τις ἂν τὸ μεγαλόψυχον καὶ παράβολον τῆς Ῥωμαίων αἱρέσεως. οὐ γὰρ οἷον εὐλόγους ἀφορμὰς ἔχοντες, ἀλλ´ οὐδ´ ἀφορμὰς καθάπαξ οὐδ´ ἐπίνοιαν οὐδέποτε ποιησάμενοι τῆς θαλάττης, τότε δὴ πρῶτον ἐν νῷ λαμβάνοντες οὕτως τολμηρῶς ἐνεχείρησαν ὥστε πρὶν ἢ πειραθῆναι τοῦ πράγματος, εὐθὺς ἐπιβαλέσθαι Καρχηδονίοις ναυμαχεῖν τοῖς ἐκ προγόνων ἔχουσι τὴν κατὰ θάλατταν ἡγεμονίαν ἀδήριτον. μαρτυρίῳ δ´ ἄν τις χρήσαιτο πρὸς τὴν ἀλήθειαν τῶν νῦν ὑπ´ ἐμοῦ λεγομένων καὶ πρὸς τὸ παράδοξον αὐτῶν τῆς τόλμης· ὅτε γὰρ τὸ πρῶτον ἐπεχείρησαν διαβιβάζειν εἰς τὴν Μεσσήνην τὰς δυνάμεις, οὐχ οἷον κατάφρακτος αὐτοῖς ὑπῆρχεν ναῦς, ἀλλ´ οὐδὲ καθόλου μακρὸν πλοῖον οὐδὲ λέμβος οὐδ´ εἷς, ἀλλὰ παρὰ Ταραντίνων καὶ Λοκρῶν ἔτι δ´ Ἐλεατῶν καὶ Νεαπολιτῶν συγχρησάμενοι πεντηκοντόρους καὶ τριήρεις ἐπὶ τούτων παραβόλως διεκόμισαν τοὺς ἄνδρας. ἐν ᾧ δὴ καιρῷ τῶν Καρχηδονίων κατὰ τὸν πορθμὸν ἐπαναχθέντων αὐτοῖς, καὶ μιᾶς νεὼς καταφράκτου διὰ τὴν προθυμίαν προπεσούσης, ὥστ´ ἐποκείλασαν γενέσθαι τοῖς Ῥωμαίοις ὑποχείριον, ταύτῃ παραδείγματι χρώμενοι τότε πρὸς ταύτην ἐποιοῦντο τὴν τοῦ παντὸς στόλου ναυπηγίαν

Ma poiché i cantieri erano affatto inesperti della costruzione delle quinqueremi nessuno degli italici facendo allora uso di tali navi, la loro costruzione presentò quindi non piccola difficoltà. Risulta da questo evidente con quanto coraggio e ardimento i Romani compiano le loro imprese. Non solo infatti non disponevano di mezzi idonei, ma erano completamente privi di tutto: eppure non appena ebbero formulato il progetto di combattere per mare, ne affrontarono con tale audacia l'attuazione, che prima ancora di aver fatto alcuna esperienza, subito osarono scendere in campo contro i Cartaginesi, che da intere generazioni possedevano incontrastato il dominio del mare. e della verità di quanto ora ho detto e dell'incredibile ardimento loro, si può recare portare testimonianza, che quando essi si accinsero la prima volta a traghettare le loro truppe a Messina, non solo non avevano navi muniti di coperta, ma anche una sola nave da guerra e neanche da pesca, ma fattisi dare navi a cinquanta rematori e triremi dai Tarentini e dai Locresi ed anche dagli Eleati e dai Napoletani, su queste temerariamente trasportarono i loro uomini. Ed in tale occasione essendosi loro fatti incontro nello stretto i cartaginesi ed una nave di costoro di quelle fornite di ponte, essendosi per troppo ardore combattivo avanzata tanto da incagliarsi e cadere in possesso dei romani, essi servendosene come modello, su di quella condussero la costruzione di tutta la flotta.