Τὰ δὲ τοιαῦτα λήματα καὶ τὰς φιλοτιμίας αὐτὸς ἀνέθρεψε καὶ κατεσκεύασε Καῖσαρ, πρῶτον μὲν τῷ χαρίζεσθαι καὶ τιμᾶν ἀφειδῶς, ἐνδεικνύμενος ὅτι τὸν πλοῦτον οὐκ εἰς τρυφὴν ἰδίαν οὐδ’ ἰδίας ἡδυπαθείας ἐκ τῶν πολέμων ἀθροίζει, κοινὰ δ’ ἆθλα τῆς ἀνδραγαθίας παρ’ αὐτῷ φυλασσόμενα ἀπόκειται καὶ μέτεστιν ἐκείνῳ τοῦ πλουτεῖν ὅσα τοῖς ἀξίοις τῶν στρατιωτῶν δίδωσιν· ἔπειτα τῷ πάντα μὲν κίνδυνον ἑκὼν ὑφίστασθαι, πρὸς μηδένα δὲ τῶν πόνων ἀπαγορεύειν. τὸ μὲν οὖν φιλοκίνδυνον οὐκ ἐθαύμαζον αὐτοῦ διὰ τὴν φιλοτιμίαν· ἡ δὲ τῶν πόνων ὑπομονὴ παρὰ τὴν τοῦ σώματος δύναμιν ἐγκαρτερεῖν δοκοῦντος ἐξέπληττεν, ὅτι καὶ τὴν ἕξιν ὢν ἰσχνός, καὶ τὴν σάρκα λευκὸς καὶ ἁπαλός, καὶ τὴν κεφαλὴν νοσώδης, καὶ τοῖς ἐπιληπτικοῖς ἔνοχος, ἐν Κορδύβῃ πρῶτον αὐτῷ τοῦ πάθους ὡς λέγεται, τούτου προσπεσόντος, οὐ μαλακίας ἐποιήσατο τὴν ἀῤῥωστίαν πρόφασιν, ἀλλὰ θεραπείαν τῆς ἀῤῥωστίας τὴν στρατείαν, ταῖς ἀτρύτοις ὁδοιπορίαις καὶ ταῖς εὐτελέσι διαίταις καὶ τῷ θυραυλεῖν ἐνδελεχῶς καὶ ταλαιπωρεῖν ἀπομαχόμενος τῷ πάθει καὶ τὸ σῶμα τηρῶν δυσάλωτον.
TRADUZIONE
Cesare stesso favoriva e alimentava nei suoi soldati questa fermezza e questo spirito di emulazione, innanzitutto accattivandoseli e ricompensandoli con abbondanti elargizioni di denaro e riconoscimenti, dando così l'impressione di non voler ricavare dalle guerre vantaggi economici per sé o soddisfare i suoi lussi e i suoi capricci privati, ma che tutti quei soldi servivano quale premio agli atti di valore compiuti e che se lui ne usufruiva era perché quel denaro veniva dato appunto ai meritevoli. Si accattivava poi l'animo dei soldati partecipando personalmente e spontaneamente ad ogni azione pericolosa e senza sottrarsi ad alcuna fatica.
Ciò che stupiva i soldati non era il suo amore per il rischio, dal momento che essi sapevano quanto grande fosse in lui il desiderio di gloria, erano la sua resistenza alle fatiche e gli sforzi portati al limite delle sue possibilità fisiche, tanto più perché era magro di costituzione, aveva un colorito bianco e delicato, soffriva spesso di emicrania ed era soggetto ad attacchi di epilessia (sembra che il primo l'abbia avuto a Cordova). Tuttavia egli non trasse mai da questa sua debolezza un pretesto per adagiarsi o farsi coccolare, al contrario, fece della vita militare un antidoto contro quel male, compiendo lunghissime marce, consumando pasti frugali, dormendo sempre all'aperto, affrontando ogni genere di disagi, e così riuscì a rendere e a mantenere il corpo inattaccabile ad ogni genere di infermità.