Una degna consorte
VERSIONE DI GRECO di Polibio
TRADUZIONE dal libro Agon

Νάβις ὁ τύραννος ἀπολιπὼν ἐπὶ τῆς τῶν Ἀργείων πόλεως Τιμοκράτην τὸν Πελληνέα διὰ τὸ μάλιστα τούτῳ πιστεύειν καὶ χρῆσθαι πρὸς τὰς ἐπιφανεστάτας πράξεις, ἐπανῆλθεν εἰς τὴν Σπάρτην, καὶ μετά τινας ἡμέρας ἐξέπεμψε τὴν γυναῖκα, δοὺς ἐντολὰς παραγενομένην εἰς Ἄργος περὶ πόρον γίνεσθαι χρημάτων. ἡ δ' ἀφικομένη πολὺ κατὰ τὴν ὠμότητα Νάβιν ὑπερέθετο· ἀνακαλεσαμένη γὰρ τῶν γυναικῶν τινὰς μὲν κατ' ἰδίαν, τινὰς δὲ κατὰ συγγένειαν, πᾶν γένος αἰκίας καὶ βίας προσέφερε, μέχρι σχεδὸν ἁπασῶν οὐ μόνον τὸν χρυσοῦν ἀφείλετο κόσμον, ἀλλὰ καὶ τὸν ἱματισμὸν τὸν πολυτελέστατον.

TRADUZIONE n. 1

Il tiranno Nabite lasciando Timocrate di Pellene nella città di Argo, di cui si fidava ciecamente e si serviva per le iniziative più notevoli, tornò a Sparta e dopo alcuni giorni mandò la moglie ad Argo con l'ordine di raccogliere denaro. E costei una volta arrivata superò di gran lunga la crudeltà di Nabide: convocò a se diverse donne alcune singolarmente, altre con i loro parenti e usò nei loro confronti ogni sorta di maltrattamento e violenza finchè non riuscì ad estorce a quasi tutte non solo ogni monile d'oro ma anche le vesti più preziose

TRADUZIONE n.

Il tiranno Nabide lasciando nella città degli Argivi Timocrate il Pellene perché si fidava moltissimo di lui e perché si adoperava per faccende molto importanti, partì per Sparta, e dopo alcuni giorni mandò via la moglie, avendo dato ordini che arrivasse ad Argo per avere denaro. Essa si irritava molto per il crudele Nabide; infatti avendo mandato a chiamare alcune delle donne in privato altre per parentela, offrì tutto degli averi familiari e del mantenimento, fin quasi tutto quanto, non solo si tolse l’ornamento d’oro, ma anche il vestiario più prezioso