MISERA VITA DI UN FILOSOFO PARASSITA
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
Poi, lasciata la tavola, giace addormentato per un po': svegliatosi al canto del gallo, dice : "o me misero e disgraziato, avendo lasciato indietro quali occupazioni del passato e quali compagnie, una vita tranquilla, un sonno conforme ai miei desideri, le libere conversazioni, in quale terribile abisso, essendomici condotto, mi sono gettato? per cosa, o dei, o per chi il compenso è così alto? non avevo io la possibilità di procurarmi molto più di questo, e non mi si addiceva forse l'essere libero e l'avere tutto ciò che è legato all'essere libero? ora invece non ho neanche la facoltà di parlare, e come un leone legato ad un filo, vengo trascinato su e giù, il più miserabile di tutti, non sapendo come farmi accettare e non potendo risultare gradito. tra gli altri sono del tutto fuori posto e incapace, soprattutto essendo paragonato a quegli uomini che hanno reso gli affari il proprio mestiere, cosicché io sono privo di ogni attrattiva e di poca compagnia, non riuscendo a suscitare una sola risata. mi rendo conto di essere inopportuno, se guardato dall'esterno, soprattutto quando uno voglia essere più divertente del solito (di se stesso) : infatti gli sembro accigliato. Insomma, non ho modo di essere in armonia con lui.