Così stando le cose, Teramene diceva in Assemblea che, se volevano inviarlo presso Lisandro, sarebbe tornato sapendo se gli Spartani volendo ridurre in schiavitù la città resistevano aspettando quando (il momento in cui) gli Ateniesi, per il venir meno dei viveri, avrebbero accettato qualsiasi condizione. Quando nel quarto mese ritornava riferiva in Assemblea che Lisandro l'aveva trattenuto per un certo tempo, esortandolo poi ad andare a Sparta, non aveva infatti l'autorità per rispondere alle sue domande, ma toccava agli efori. Dopo queste cose fu quindi eletto egli stesso decimo ambasciatore con pieni poteri e inviato a Sparta. {/imgscramble