A cosa rivolgere le nostre cure
VERSIONE DI GRECO di Marco Aurelio
TRADUZIONE dal libro Klimax
Α ἱ πάλαι συνήθεις λέξεις γλωσσήματα νῦν˙ οὕτως οὖν καὶ τὰ ὀνόματα τῶν πάλαι πολυυμνήτων νῦν τρόπον τινὰ γλωσσήματά ἐστιν˙ Κάμιλλος, Καίσων, Οὐόλεσος, Δεντάτος, κατ ὀλίγον δὲ καὶ Σκιπίων καὶ Κάτων, εἶτα καὶ Αὔγουστος, εἶτα καὶ Ἁδριανὸς καὶ Ἀντωνῖνος˙ ἐξίτηλα γὰρ πάντα καὶ μυθώδη ταχὺ γίνεται, ταχὺ δὲ καὶ παντελὴς λήθη κατέχωσεν. καὶ ταῦτα λέγω ἐπὶ τῶν θαυμαστῶς πως λαμψάντων˙ οἱ γὰρ λοιποὶ ἅμα τῷ ἐκπνεῦσαι “ἄιστοι, ἄπυστο”. τί δὲ καὶ ἔστιν ὅλως τὸ ἀείμνηστον; ὅλον κενόν. τί οὖν ἐστι περὶ ὃ δεῖ σπουδὴν εἰσφέρεσθαι; ἓν τοῦτο˙ - διάνοια δικαία καὶ πράξεις κοινωνικαὶ καὶ λόγος, οἷος μήποτε διαψεύσασθαι, καὶ διάθεσις ἀσπαζομένη πᾶν τὸ συμβαῖνον ὡς ἀναγκαῖον, ὡς γνώριμον, ὡς ἀπ ἀρχῆς τοιαύτης καὶ πηγῆς ῥέον.
TRADUZIONE
Le parole che un tempo erano usuali ora sono lemmi in disuso; così pure i nomi di personaggi un tempo celebrati ora sono, in un certo senso, voci obsolete: Camillo, Cesone, Voleso, Dentato - e tra poco lo diverranno anche Scipione e Catone, poi anche Augusto, e poi anche Adriano e Antonino. Perché tutto presto svanisce e diviene mito: e presto lo seppellisce un totale oblio. E questo dico a proposito di chi visse in un prodigioso alone di gloria: perché gli altri, come esalano l'ultimo respiro, restano ignoti, non lasciano traccia. Del resto cos'è, in sostanza, un ricordo imperituro? Il vuoto totale. Ma cos'è, allora, ciò in cui ci si deve impegnare? Unicamente questo: un pensiero ispirato a giustizia, azioni tese al bene comune, una parola che non inganni mai e una disposizione che di cuore abbracci tutto ciò che avviene, in quanto necessario, già noto, derivante da un tale principio e da una tale sorgente