Cherefonte amico di Socrate
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Agon n. 73 pagina 49
I nizia così: Χαιρεφωντα γαρ ιστε που. Ουτος εμος τε εταιρος ην εκ νεου και υμων τω πληθει εταιρος τε και συνεφυγε θην φυγην ταυτην και μεθʹυμων κατηλθε.
Finisce così: επειτα μογις πανυ επι ζητησιν αυτου τοιαυτην τινα ετραπομην.
TRADUZIONE
Conoscete in qualche modo Cherefonte. Costui era il mio compagno fin da giovane ed era amico alla maggior parte di voi e venne esiliato e giunse insieme a voi. Sapete anche chi era Cherefonte, come fosse audace suciò che intraprendeva. Precisamente una volta giunto a Delfi, osò chiedere ciò all'oracolo - e, per ciò che dico, non vi scandalizzate, oh giudici - infatti chiedeva se qualcuno fosse più saggio di me. Dunque la pizia rispose che nessuno era più saggio. Il fratello di quello testimonierà su queste cose a voi, dal momento che era morto. Considerate per quale motivo dico ciò, infatti ho intenzione di insegnarvi da dove è nata l'accusa contro di me. Infatti io dopo aver ascoltato queste cose riflettevo così: "Che cosa mi dice mai il dio? A che cosa mai allude? Io infatti non mi considero ne grande ne piccolo essendo saggio; dunque che mai intende dicendo che io sono il più saggio? Probabilmente infatti mente: questo non è sua consuetudine. " E per molto tempo era faticoso capire cosa mai dice, allora molto faticosamente si dedicò ad una tale indagine.