Ὁ δ' Ἀβραδάτας ἀναβοήσας εἶπεν· «Ἄνδρες φίλοι, ἔπεσθε», καὶ ἐνίει οὐδὲν φειδόμενος τῶν ἵππων ἀλλ᾽ ἰσχυρῶς ἐξαιμάττων αὐτοὺς τῷ κέντρῳ· συνεξώρμησαν δὲ καὶ οἱ ἄλλοι ἁρματηλάται. Καὶ τὰ μὲν ἄρματα τῶν πολεμίων ἔφευγεν αὐτοὺς εὐθύς...

Abradata, dopo aver levato un grido, disse: 'Uomini amici, seguitemi', e colpiva non risparmiandosi per nulla, ma facendoli sanguinare (ἐξαιμάττων part pres ἐξαιμάσσω) molto con lo sprone. E anche gli altri conduttori dei carri si lanciarono insieme. E i carri dei nemici li sfuggivano subito. Ma Abradata correndo frontalmente, si gettò (lett presente) sulla falange degli Egiziani. E si unirono a lui anche quelli schierati più vicini. I suoi compagni e coloro che condividevano lo stesso carro si unirono (a lu). Gli altri aurighi, vedendo gli Egiziani che resistevano con una grande massa, deviarono (aor ἐκκλίνω) verso i carri in fuga (che fuggivano) e li seguivano ( ἐφείποντο imperf ἐφέπω). Quelli intorno a Abradata attaccarono gli Egiziani che non potevano aprirsi un varco (διαχάσασθαι aor inf mp διαχάζομαι). E colpivano quelli eretti con forza e rovesciavano i cavalli e colpivano coloro che cadevano, sia gli uomini stessi che le armi, i cavalli e le ruote. In mezzo a questa confusione incomprensibile, con le ruote bloccate da cumuli di oggetti vari, Abradata e altri dei suoi alleati, sebbene fossero uomini valorosi, caddero e morirono."