Εἰσὶ δὲ τῶν μύθων οἱ μὲν ἁπλοῖ οἱ δὲ πεπλεγμένοι καὶ γὰρ αἱ πράξεις ὧν μιμήσεις οἱ ὑπάρχουσιν εὐθὺς οὖσαι τοιαῦται. Λέγω δὲ ἁπλην μὲν πρᾶξιν ἧς γινομένης ὥρισται συνεχούς καὶ μιᾶς ἄνευ περιπετείας ἢ ἀναγνωρισμοῦ ἡ μετάβασις γίνεται, πεπλεγμένην δὲ ἐξ ἧς μετὰ ἀναγνωρισμοῦ ἢ περιπετείας ἡ ἀμφοῖν ἡ μετάβασίς ἐστιν. Ταῦτα δὲ δεῖ γίνεσθαι ἐξ αὐτῆς τῆς συστάσεως τοῦ μύθου, ὥστε ἐκ τῶν προγεγενημένων συμβαίνειν ἢ ἐξ ἀνάγκης ἢ κατὰ τὸ εἰκὸς γίγνεσθαι ταῦτα· διαφέρει γὰρ πολὺ τὸ γίγνεσθαι τάδε διὰ τάδε ἢ μετὰ τάδε.
(Aristotele, Poetica, 1452a)

Fra gli intrecci, alcuni sono semplici, altri complessi, infatti alcuni sono proprio le azioni di cui gli intreccisono imitazione. Io definisco semplice quell'azione che, mentre si svolge, come si è definito, con continuità ed unità, muta direzione senza peripezia e senza riconoscimento; mentre [definisco] complessa quella in cui il mutamento si ha con riconoscimento o con peripezia o con tutti e due. Ma questi rivolgimenti debbono avvenire in forza della stessa struttura dell'intreccio, in modo che conseguano dagli eventi precedenti o per necessità o secondo verosimiglianza; infatti c'è molta differenza se qualcosa accade per causa di un'altra o dopo un'altra."