Ἡ δ᾽ Ἰθάκη νῆσός ἐστι καλή, ἀλλὰ δυσγεώργητος. Οὔκ εἰσιν ὁδοὶ οὐδ᾿ εὔκολόν ἐστι τῇ ἁμάξῃ οἴχεσθαι· ἡ νῆσος μὲν οὖν ἄνιππός ἐστι, οἱ δ᾽ ἡμίονοι χρηστοί εἰσιν. ...
Itaca è un'isola bella, ma difficile da coltivare. Non ci sono strade e non è facile spostarsi (οἴχομαι) con il carro; l'isola è quindi inadatta ai cavalli sono invece utili gli asini. Lì, gli uomini quindi conducono al pascolo innumerevoli pecore ma raccolgono pochi frutti dagli alberi e dalle vigne; bevono il vino con gioia. Invece i rari mercanti arrivano dalle isole vicine; spesso violente tempeste distruggono le navi dei mercanti o impediscono il viaggio. I mercanti portano ferro e schiavi; portano anche lane e pecore. A volte giungono anche stranieri: portano i doni molto preziosi al regno, come spade, archi, abiti variopinti, armi da guerra e da caccia. Di sera, nello spazioso palazzo, si radunano sia gli stranieri sia gli schiavi; viene acceso il braciere e il rapsodo canta la guerra contro Troia e il ritorno degli Achei.
(By Vogue)