Εντος της μαχης το φασμα πορρωθεν και ειτη εγγυτης των ελεφαντων Αντιοκου, οι προς το στρατευμα...

All'interno del posto di battaglia l'apparizione da lontano e in seguito la vicinanza degli elefanti di Antioco, contro il minaccioso esercito di Galati che combatteva, generava con indescrivibile scompiglio. E non i Galati, né la cavalleria si accorgono dei loro elefanti, allora non appena sentono il barrito assai rimbombante e vedono l'insolita curvatura dei denti bianchi e della lunga proboscide e del corpo smisurato, subito erano trepidati dalla paura e fuggono mediante lo snodato luogo di battaglia. I fanti, voltando la schiena agli elefanti, nella tanta confusione trafiggevano con le lance i loro commilitari o erano calpestati dagli zoccoli dei loro cavalli; infatti i cavalli deviavano o balzavano fuori dalle rette via e gettavano via i guidatori. Invece le biglie, e l'armata non scorazzava senza spargimento di sangue squarciando i corpi degli amici con le falci attaccate alle ruote.

traduzione numero 2

Nel campo di battaglia ci fu un'apparizione da lontano i in seguito la vicinanza degli elefanti di Antioco, che minacciosamente procedevano contro l'esercito dei Galati, generò un indescrivibile tumulto. Né i Galli né i cavalli si accorsero dei loro elefanti; non appena perciò odono i barriti assai rimbombanti e vedono la strana curvatura delle bianche zanne e le lunghe proboscidi e gli immensi corpi, sono subito presi dallo spavento e fuggono disordinatamente il campo di battaglia. I fanti, volgendo le spalle agli elefanti, trafiggevano i compagni d'armi con le lance nella così grande confusione, o venivano calpestati dagli zoccoli dei propri cavalli; infatti i cavalli deviavano dalla ritta via o facevano un balzo o gettavano giù i cavalieri. Le bighe si rovesciavano con fragore e i carri da guerra

Traduzione numero 3

Nella battaglia l'apparizione da lontano e poi la vicinanza degli elefanti di Antioco, che avanzavano minacciosamente contro l'esercito dei Galati, producevano un indescrivibile sconvolgimento. Né i Galati né i loro cavalli conoscevano gli elefanti: dopo che dunque odono i barriti rimbombanti e vedono la straordinaria curvatura delle bianche zanne e le grandi proboscidi e gli enormi corpi, subito tremano per la paura e fuggono alla rinfusa per il luogo della battaglia. I fanti volgono le spalle agli elefanti. In un tale scompiglio trafiggevano con le lance i propri commilitoni piuttosto che essere calpestati dagli zoccoli dei cavalli: i cavalli, infatti deviavano da un cammino diritto e disarcionavano i cavalieri. Le bighe si rovesciavano rumorosamente e i carri erano sballottati non senza spargimento di sangue, infatti laceravano i corpi degli amici con le falci attaccate alle ruote.