LA POTENZA DELLE PAROLE
VERSIONE DI GRECO di Gorgia
Traduzione dal libro triakonta
INIZIO: Εἰ δὲ λόγος ὁ πείσας ...
TRADUZIONE n. 1
Se poi fu la parola a persuaderla e a illuderle l’animo, neppur questo è difficile a scusarsi e a giustificarsi cosí: la parola è un gran dominatore, che con piccolissimo corpo e invisibilissimo, divinissime cose sa compiere; riesce infatti e a calmar la paura, e a eliminare il dolore, e a suscitare la gioia, e ad aumentar la pietà. E come ciò ha luogo, lo spiegherò. Perché bisogna anche spiegarlo al giudizio degli uditori: la poesia nelle sue varie forme io la ritengo e la chiamo un discorso con metro, e chi l’ascolta è invaso da un brivido di spavento, da una compassione che strappa le lacrime, da una struggente brama di dolore, e l’anima patisce, per effetto delle parole, un suo proprio patimento, a sentir fortune e sfortune di fatti e di persone straniere. Ma via, torniamo al discorso di prima. Dunque, gli ispirati incantesimi di parole sono apportatori di gioia, liberatori di pena. Aggiungendosi infatti, alla disposizione dell’anima, la potenza dell’incanto, questa la blandisce e persuade e trascina col suo fascino. Di fascinazione e magia si sono create due arti, consistenti in errori dell’animo e in inganni della mente. E quanti, a quanti, quante cose fecero e fanno credere, foggiando un finto discorso! Che se tutti avessero, circa tutte le cose, delle passate ricordo, delle presenti coscienza, delle future previdenza, non di eguale efficacia sarebbe il medesimo discorso, qual è invece per quelli, che appunto non riescono né a ricordare il passato, né a meditare sul presente, né a divinare il futuro; sicché nel piú dei casi, i piú offrono consigliera all’anima l’impressione del momento. La quale impressione, per esser fallace ed incerta, in fallaci ed incerte fortune implica chi se ne serve. Qual motivo ora impedisce di credere che Elena sia stata trascinata da lusinghe di parole, e cosí poco di sua volontà, come se fosse stata rapita con violenza? Cosí si constaterebbe l’imperio della persuasione, la quale, pur non avendo l’apparenza dell’ineluttabilità, ne ha tuttavia la potenza. Infatti un discorso che abbia persuaso una mente, costringe la mente che ha persuaso, e a credere nei detti, e a consentire nei fatti. Onde chi ha persuaso, in quanto ha esercitato una costrizione, è colpevole; mentre chi fu persuasa, in quanto costretta dalla forza della parola, a torto vien diffamata.
traduzione n. 2
Che se poi da tale eloquenza fu persuasa, che la sua mente ne restasse ingannata, non è pur difficile intorno a questo difenderla, e liberarla dall'accuse, che a lei si fanno. Ella è l'eloquenza un gran Principe, che in un picciolissimo, e assai vil corpo divinissime imprese fa eseguire. Ed ha tal forza di sottrarre alcun dalla tema, d'alleggerirgli il dolore, di cagionargli allegrezza, e d'accrescergli compassione. Il fatto adunque fu tale, quale io vi mostrerò. Ma fa d'uopo con ornamento agli Uditori narrar le cose. La Poesìa tutta io la giudico, e la chiamo un'Orazione fatta con metro, colla quale negli Uditori fa nascere ed un orrore cinto di tema, e una misericordia piena di lagrime, e amica delle doglianze. Nell'opere altrui, e nella fortuna, e disavventura degli altrui corpi le proprie passioni sente l'anima per mezzo di tai discorsi. Or dunque da uno ad un altro ragionamento passando, dico, che tai diletti nascono dall'eloquenza, che avendo in sè quanche cosa del divino, quando son d'allegrezza, e quando di rammarico apportatori. Ed all'oppenione dell'anima una certa portentosa forza è per natura attaccata, che molce, e persuade, e con incantesimo anche trasforma. Difficili però l'arti dell'incantesimo, e della magia si trovano, le quali non sono, che peccati dell'anima, ed inganni dell'oppenione. Ma quanti intorno a varie cose l'altrui intelletto convinto hanno, e tuttavia convincono, col tessere ne' lo discorsi bugie! Poiché, se tutti di tutte le cose passate avessero memoria, e intorno alle presenti, e alle future accorgimento; non in diversa maniera, essendovi ragion eguale, che se cose fussero al dì d'oggi avvenute, potrebbero facilmente rimembrar le passate, le presenti comprendere, e indovinare il futuro; siccome fan molti, che intorno a molte cose somministrano all'anima un'opinione, e non ferma, coloro, che s'appoggiano ad essa, rimangono circondati da un'incostante, e non secura fortuna. Or dunque qual ragion proibisce, ch'Elena similmente, allorchè giovane era, quasi per violenza rapita fosse? Tanta è l'arte del persudere, che tira d'accorso un animo non altramente disposto.