Μήτε νέος τις ὢν μελλέτω φιλοσοφείν, μήτε γέρων ὑπάρχων κοπιάτω φιλοσοφῶν. Ούτε γὰρ ἄωρος οὐδείς ἐστιν οὔτε πάρωρος πρὸς τὸ κατὰ ψυχὴν ὑγιαῖνον...(Lettera a Meceneo)

Né chi è giovane indugi a filosofare né chi è vecchio si stanchi di praticare la filosofia. Infatti nessuno è acerbo né fuori stagione per la buona salute dell'anima. Chi dice che il tempo della vita non è pronto a filosofare o che il tempo della vita è già superato è uguale a chi dice che per la felicità o non è ancora il tempo o il tempo non c'è più. Cosicché bisogna ricercare la conoscenza sia da parte del giovane sia da parte del vecchio, l'uno perché diventando vecchio sia di nuovo giovane per il beneficio delle cose che sono state (delle cose passate), l'altro invece perché sia contemporaneamente giovane e anziano per la mancanza di paura delle cose future; bisogna praticare ciò che crea la felicità se è vero che quando essa è presente abbiamo ogni cosa, ma facciamo ogni cosa per averla quando non c'è.
(By Vogue)