Apes animalia solitaria non sunt, nam industria societate concordibusque tribubus vivunt; herbas olentes fructusque dulces, lilia violasque agrestes et omnes flores suaves amant; itaque nulla adsidet in loco inquinato sed in alta quercu favos facit. Omnes labores tolerant mira et utilia opera conficiunt; nam veris adventu in planitie per totum diem volitant, favos extruunt, mella cerasque pro hominibus effundunt. Apibus res publica, regina et fere omnes hominum consuetudines moresque sunt; apes cicures reginae suae, capiti alvearii, oboediunt, sed regina ancillis magnitudine et nitore praestat. Provida natura omnibus aculeum dedit, et omnes stipato agmine domum defendunt. Parcae et sedulae sunt; pigros et inertes fucos, examinis perniciem, interficiunt, quia nullum opus faciunt et mel consumunt.
Le api non sono animali solitari, vivono infatti in società e in concordia in tribù con operosità; amano i frutti dolci e profumati i gigli e le viole agresti e tutti i fiori soavi; e quindi non si accampa in un luogo inquinato ma in costruisce l'alveare su un'alta quercia. Tollerano tutti i lavori e costruiscono opere straordinarie ed utili; infatti svolazzano per tutto il giorno con una regolare marcia sulla superficie, costruiscono l'alveare e producono miele e cera per gli uomini. Per le api la regina è all'incirca come uno stato e ci sono le consuetudini e i costumi di tutti gli uomini; le api sagge obbediscono alla loro regina capo dell'alveare ma la regina è superiore alle ancelle per grandezza e splendore. La natura previdente ha dato a tutte un aculeo e tutte difendono la (loro) casa con un esercito gremito. Sono parsimoniose e diligenti: uccidono i fuchi pigri e inerti, e il nocivo dello sciame (=quello che è dannoso per lo sciame), perché non fanno alcun lavoro e perché dissipano il miele