Quoniam cicada convicium faciebat, somno noctuam excitabat aduetam cibum quaerere in tenebris atque in cavo trunco sumnum capere interdiu. Quod noctua frustra silentium implorabat (nam cicada continenter ostrepebat magna cum molestia), garrulam bestiolam fallaciam decipit: "Cicada, quia Musis existis, mirifice sonos e cithara trahis! Quod non dormio, tecum potare cupio: veni in nidum meum, sic una bibimus!" Quoniam cicada noctua verbis allicitur, stulte in nuctuae nidum advolat: statim a falsa amica arripitur et necatur; sic poenas superbiae oppetit.

Poiché una cicala faceva schiamazzo, svegliava una civetta che era abituata a cercare il cibo durante la notte e a dormire durante il giorno in un tronco cavo. Dato che la civetta implorava invano il silenzio (infatti la cicala gridava continuamente con grande fastidio), trasse in inganno la chiacchierona bestiola fallace: "cicala, visto che hai origine dalle muse, estrai magnificamente i suoni dalla cetra!" Dato che non dormo, desidero bere con te: vieni nel mio nido, così berremo insieme!" Visto che la cicala venne allettata dalle parole della civetta, volò scioccamente nel nido della civetta: venne subito afferrata dalla falsa amica ed uccisa; così pagò le pene della superbia.
(By Maria D. )