Βίας ὁ σοφὸς ἐρωτώμενος τί γλυκὺ ἀνθρώποις, «Ἐλπίς», ἔλεγε. Ἐρωτώμενος δὲ τί ποιῶν ἄνθρωπος τέρπεται, ἀπεκρίνετο· «Κερδαίνων». Ἀγησίλαος, ἐρωτώμενος...Πυνθανομένου τινὸς ἀπὸ Ἀριστοτέλους τί ταχύτατα γηράσκει, «Χάρις», ἀπεκρίνετο.
Il filosofo Biante interrogato su cosa era dolce per gli uomini, diceva "La speranza". Interrogato su facendo cosa l'uomo si compiaccia, rispondeva: "Guadagnando". Agesilao, interrogato per cosa soprattutto gli Spartani avevano successo successo rispetto agli altri, diceva: "Perché rispetto agli altri si esercitano a comandare ed ad essere anche comandati". Archidamo, figlio di Agesilao, di Periandro, notevole medico e autore di componimenti mediocri, diceva: "Perché mai, Periandro, desideri essere chiamato cattivo poeta al posto di colto medico?". Socrate davanti ai giudici diceva: "Ora per me è necessario morire, per voi invece vivere; chi di noi va verso una situazione migliore è incerto, tranne che per Dio". Quando un giovane molto audace e sfrontato colpiva Socrate poiché quelli che gli erano intorno si indignavano e ordinavano di inseguirlo disse: "Perchè, forse che se un asino scalcia, pensate di restituirgli i calci?". Interrogato uno da Aristotele su che cosa invecchi al più presto, rispondeva: "la gratitudine".
(By Vogue)