Ην δε τοιουτος ως τυπω φρασαι ο οστρακισμος. Οστρακον εκαστος γραψας ον εβουλετο μεταστησαι... τω οστρακω και αποδιδωσι.
Questo era l'ostracismo come dichiarare in un decreto. Ciascuno dopo aver preso un pezzo di coccio, vi scrisse il nome di quello dei cittadini che egli voleva fosse cacciato dalla città e lo portava in una zona della piazza recintata tutto intorno di steccati. Per prima cosa gli arconti contavano il numero totale dei cocci, depositati in uno stesso punto, Infatti se i votanti fossero stati meno di seimila l'ostracismo sarebbe stato nullo. Disponevano poi separatamente ciascuno dei nomi votati e ordinavano che quello il cui nome era stato scritto dalla maggioranza dei votanti fosse bandito dalla città per dieci anni, mantenendo il godimento dei propri beni. Si racconta che quella volta, mentre gli elettori scrivevano i nomi sui cocci un tale, analfabeta e ignorante, consegnasse il suo coccio ad Aristide come al primo capitatogli e lo pregasse di scriverci sopra "Aristide". Aristide si stupì e avendogli domandato che cosa di male quell'Aristide avesse fatto: "Nulla" - gli rispondeva - "Non lo conosco neppure, ma ho noia di sentirlo chiamare ovunque "Il Giusto". Avendo ascoltato tali parole Aristide non rispose nulla, scrisse il proprio nome sul coccio e lo restituì.