Ἀπ' Ὀλύμπου ἡ Ἀθηνᾶ καταβαίνουσα, ἔρχεται εἰς Ἰθάκην εὐθύς, καὶ ἐπὶ τοῖς προθύροις τῆς αὐλῆς τοῦ οἴκου Ὀδυσσέως ἵσταται, τῷ Μέντῃ ὁμοία, ἄνακτι Ταφίων παλάμῃ δὲ κρατεῖ χαλκοῦν δόρυ. Ἡ θεὰ δ᾽ ἐκεῖ εὑρίσκει τοὺς ὑβριστὰς μνηστῆρας ἐκεράννυσαν ...
Scendendo dall'Olimpo Atena giunge subito a Itaca e si ferma (ἵστημι) presso i portici del cortile della dimora di Odisseo, simile a Mente, signore degli abitanti di Tafo e con la palma della mano tiene salda una lancia di bronzo. La dea là trova gli insolenti pretendenti di Penelope; infatti, seduti davanti alle porte, si dilettavano l'animo con i dadi. I servi, alcuni gli mescevano vino e acqua, altri con spugne lavavano le tavole e, ponendovi (ponendo su queste) sopra della carne, la distribuivano abbondante. Telemaco vedeva la dea per primo; infatti sedeva da molto tempo con l'anima afflitta, essendo rivolto al buon padre nel cuore, pregando il suo ritorno e la fuga degli insolenti pretendenti, desiderando di avere onore e di regnare sulla casa.
(By Vogue)