Μυγδόνιός τις τῶν Φρυγίων στρατηγός, πολεμίων προσκαθημένων λιμῷ πιεζόμενος, σωροὺς ὑπερμεγέθεις γῆς καὶ λίθων ἐν τῇ ἀγορᾷ νήσας καὶ περιαλείψας πηλῷ, τοῖς μὲν πυρούς, τοῖς δὲ κριθὰς ἐπέβαλε καὶ θρέψας ἡμιόνους μεγίστους καὶ πιοτάτους ἐκτὸς τείχους ἀφῆκεν. ...(da Polieno)
Un certo Migdonio, comandante dei Frigi, essendo assediato dai nemici e tormentato da fame, avendo ammucchiato (νέω part aor) enormi mucchi di terra e di pietre nella piazza e avendoli rivestiti/ricoperti (περιαλείφω) con del fango, gettò frumento su alcuni e orzo su altri, e, avendo nutrito muli grandissimi e grassissimi, li lasciò liberi fuori dalle mura. I nemici catturarono questi (i muli). Ma egli, dopo aver inviato un araldo, chiese di mandare questi per accordarsi sul il riscatto. Gli araldi arrivavano; con essi Migdonio trattava nella piazza. Essi, avendo visto i grandi mucchi di frumento e di orzo, dopo esser tornati (ἐπανέρχομαι) riferirono ai nemici. E quelli, avendo già visto anche il buono stato di ingrasso dei muli e, avendo creduto agli araldi sulla preparazione delle provviste e che non sarebbero stati in grado di prendere la città con poco tempo, levarono il campo/tolsero l'assedio.