Οἱ δὲ Ῥωμαῖοι τά τ' ἄλλα τῷ Φαβίω προσεφέροντο λαμπρῶς καὶ τὸν υἱὸν αὐτοῦ Φάβιον ανέδειξαν ὕπατον. Παραλαβόντος δὲ τὴν ἀρχὴν αὐτοῦ καὶ διοικοῦντός τι τῶν πρὸς τὸν πόλεμον, ὁ πατὴρ εἴτε διὰ γῆρας καὶ ἀσθένειαν, εἴτε διαπειρώμενος τοῦ παιδός, αναβας ἐφ᾽ ἵππον προσῄει διὰ τῶν ἐντυγχανόντων καὶ περιεστώτων...

E i Romani offrivano a Fabio tutte le altre cose magnificamente e designarono suo figlio Fabio console. Quando egli (il figlio) prese il potere (gen ass) e amministrava alcune questioni relative alla guerra, il padre, sia per vecchiaia sia per malattia, sia per la preoccupazione per il figlio, montando a cavallo e si avvicinava a coloro che incontrava e ai presenti. E il giovane, avendolo visto da lontano, non (lo) sopportò, e inviato un servitore, ordinò al padre di smontare dal cavallo e di avvicinarsi a lui, se per caso aveva bisogno di qualcosa del potere. L'ordine scoraggiò anche gli altri e in silenzio guardarono Fabio come colui che soffriva cose indegne dell'onore. E questo stesso, essendo saltato giù rapidamente, più velocemente che a piedi, si affrettò verso il figlio, abbracciandolo e salutandolo:"Bene", disse, "o figlio, ragioni e agisci, rendendoti conto di chi governi e quanto grande sia il potere che hai. Così anche noi e i nostri antenati abbiamo fatto crescere Roma, mettendo sempre, in secondo luogo, sia i genitori che i figli tra le cose belle della patria.
(By Vogue)